Attaccarsi al carro di Michelangelo, lo fa Bill Viola

Attaccarsi al carro di Michelangelo, lo fa Bill Viola

Curiosa mostra alla Royal Academy of Arts

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Una curiosa mostra in corso alla Royal Academy of Arts (Life Death Rebirth) associa un mostro sacro come Michelangelo all’artista americano Bill Viola ma non è molto illuminante nella proposta di un così discutibile binomio. La prima impressione è infatti di un buio accecante. Nel senso che le gallerie dell’Accademia sono trasformate in camere oscure e caverne nere dove si aggirano spaesati visitatori cercando di non collidere perché non ci si vede proprio. Probabilmente per dare evidenza agli enormi schermi su cui si proiettano le installazioni video su larga scala che sono la specialità di Viola.

violaraa 1a2 (1)Nato a New-York, Viola ha studiato abbastanza a Firenze per coinvolgersi in modo personale con il Rinascimento e i suoi grandi nomi, interpretando e trasformando capolavori del passato in video più o meno discutibili che comunque ne hanno fatto un pioniere di tale arte. La mostra londinese proviene dall’impatto con i disegni michelangioleschi della collezione reale, alcuni dei quali prestati appunto in questa occasione, a cornice dello splendido Tondo Doni di proprietà RAA.

Ma per capire le “meravigliose sensibili atmosfere” di Viola ci vuole parecchia immaginazione, nonostante l’abbinamento a citazioni di Michelangelo sulla Vita, Morte e Resurrezione. Ce ne vuole ancora di più per vedere il parallelo con per esempio la Vergine e Bambino, Baccanale di Fanciulli o la Caduta di Fetonte o Cristo Risorto. Affinità fra i due artisti nell’esplorare le risonanze dell’intrinseca natura dell’Essere, la caducità della Vita e la ricerca di un significato oltre la Morte?Fra musiche di suspense e scrosci di acqua, nella prima sala un uomo nudo fluttua all’infinito con espressione immota da eterno affogato, violaraa 1a (1)nella seconda si abbina una donna partoriente ad un vegliardo morente, per poi passare ad altri corpi fluttuanti di varia età e razza, un tuffatore in una vasca da giardino, un uomo e una donna nudi di mezza età che si illuminano le parti del corpo con una torcia forse alla ricerca dell’immortalità o dei segni del tempo. In un’altra, un gigantesco specchio ruotante riflette il pubblico perplesso, quasi un avvertimento che sono stati individuati e non possono sfuggire al loro fatale destino, e poi una serie di enormi pannelli trasparenti su cui filtrano distorte immagini psichedeliche, e ancora un immenso salone buio dove qua e là si accendono video blu notte e rosso tramonto, per arrivare al gran finale di un altro schermo gigante con onde cangianti tese a ispirare un continuo rinnovamento, con forse una nota vagamente ottimista per il post mortem, in una mostra decisamente deprimente.

Nemmeno Michelangelo era un carattere esilarante e certo le sue opere denunciano il tormento, la passione, l’incertezza ma anche l’enfasi di un’umanità terrena eppure divina che si contorce e si dibatte anelando alla liberazione dello spirito senza troppa speranza, ma nemmeno del tutto calpestata o sconfitta. Viola poteva esprimere le stesse angosce nel ciclo della vita esaltandone il senso di trascendenza senza scomodare Michelangelo.

M Calderoni
“Bill Viola/ Michelangelo- Life Death Rebirth”
Jan26 – March31 RAA London