Fermi tutti, c’è Sanremo

Fermi tutti, c’è Sanremo

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Anche Mattarella alla kermesse

  Per una settimana a febbraio l’Italia, o almeno una buona parte di essa, si è dimenticata di guerra, inflazione, caro-benzina, immigrazione clandestina e altre piaghe che la tormentano: incollata alla tv, si è bevuta dall’inizio alla fine una kermesse canora senza eguali nel mondo per partecipazione nazional-popolare, il festival di Sanremo, giunto alla sua settantreesima edizione.

   Ha vinto Marco Mengoni, con il brano “Due vite”, ma questa è davvero la notizia meno importante. E’’ per il contenuto extra-musicale, talora “trasgressivo” per i benpensanti, che il festival ha imperversato in lungo e in largo coinvolgendo il mondo politico, mobilitando tutti i media e dando la stura a polemiche su polemiche. 

   Prima ancora che Sanremo diventasse l’ombelico della Penisola è scoppiata la diatriba sull’opportunità o meno di trasmettere durante il festival un videomessaggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Non c’è politico che non abbia detto la sua su questa questione così fondamentale per il futuro dell’umanità, con quelli in odore di putinismo strisciante schierati ovviamente perché non si mescolassero guerra e canzonette. Alla fine il povero Zelensky ha semplicemente mandato una letterina letta in due frettolosi minuti dal presentatore Amadeus alle 2,15 di notte mentre si avviava a conclusione l’ultima serata-maratona.

   Malgrado la figuraccia su Zelensky il festival è partito alla grande il 7 febbraio scorso: alla prima serata era presente – cosa mai vista prima – nientemeno che il presidente della Repubblica in carne e ossa. La presenza di Sergio Mattarella ha coinciso con un monologo dell’attore-regista Roberto Benigni su quanto è bella e buona e straordinaria la costituzione italiana.

     Più che Mattarella è stata però la mega-influencer Chiara Ferragni a far centro la prima serata: si è presentata sul palco con una stola con la scritta “Pensati Libera”, per poi indossare, in occasione di un monologo tanto banale quanto buonista sull’emancipazione delle donne, un vestito color carne che simulava il corpo nudo.

   Altro momento “forte”: il cantante Blanco, costretto ad interrompere la sua esibizione a causa di una serie di problemi tecnici, ha distrutto alcune composizioni florali. Un vero sacrilegio essendo Sanremo “la città dei fiori” e la magistratura – evidentemente non avendo nulla da fare di meglio – ha aperto un’inchiesta contro di lui.

  Nelle serate successive le polemiche sono proseguite quando il cantante Fedez, marito della Ferragni, ha animato un monologo dove ha strappato con disgusto una vecchia foto di un viceministro dell’attuale governo – Galeazzo Bignami – vestito da nazista.

   Dulcis in fundo: Fedez, assurto a icona delle forze progressiste e antifasciste, si è cimentato in un bacio gay con un cantante che si fa chiamare Rosa Chemical.

   Grazie a tutte queste trovate più o meno spettacolari il primo canale della Rai ha tenuto incollati davanti alla tv dal 7 all’11 febbraio oltre dodici milioni di telespettatori raggiungendo punte record di share – superiori al 60% – mai toccate dal 1995.

    Parecchi esponenti del governo di destra al potere in Italia, incominciando dal leader leghista Matteo Salvini, hanno tuonato a più non posso contro il festival che a loro giudizio avrebbe ancora una volta fatto da gran cassa alla cultura di sinistra.

   “Riempire il Festival di contenuti extra Festival, dalle guerre ad altro, non mi piace. Se c’è qualche causa che va difesa a Sanremo, significa che siamo un Paese indietro”, ha stigmatizzato Salvini.

   Al leader leghista non è nemmeno piaciuto che la pallavolista di colore Paola Egonu, co-conduttrice della penultima serata, abbia denunciato il razzismo esistente in Italia. 

     A quanto è trapelato la performance fuori le righe di Fedez ha infuriato anche la premier Giorgia Meloni, tanto da alimentare voci secondo cui nei prossimi mesi il governo caccerà il presentatore nonché’ direttore artistico del festival Amadeus e decapiterà la Rai per metterci gente di sua assoluta fiducia.

     “Se vengo esonerato pazienza. Ma per questo devo portare qualcosa in cui credo. Peggio sarebbe se fallissi, sbagliassi e portassi qualcosa in cui non credo. Voglio sbagliare portando quello in cui credo”, ha risposto Amadeus e ha dato un consiglio a Salvini se proprio il festival non gli va a genio cambi canale!

LaRedazione