Fausto Melotti alla Estorick Collection

Fausto Melotti alla Estorick Collection

Tributo ad un capofila dell’astrattismo italiano

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Per la prima volta una istituzione pubblica inglese a Londra, la Estorick Collection of Italian Modern Art, ha organizzato una mostra personale di Fausto Melotti (1901-1986), uno degli indiscussi protagonisti della ricerca astratta nella Penisola.

Ancora poco conosciuto nel Regno Unito, Melotti dedica il suo intero percorso artistico a composizioni che, pur spaziando dalla scultura alla ceramica, sono fortemente influenzate dalla musica e dalla matematica.

Allestita in collaborazione con la Fondazione Fausto Melotti (Milano), la mostra “Fausto Melotti: Counterpoint” rimarra’ aperta fino al 7 aprile e include lavori selezionati a partire dai primi anni Trenta fino agli anni Ottanta. Il progetto espositivo vuole mettere in luce la ricerca eclettica sia nei materiali che nelle tematiche, spaziando dallo spirito poetico e onirico dei singoli racconti, interpretati nelle sculture di piccole dimensioni, come nella definizione e ripetizione dei ritmi geometrico-astratti, delle sculture di maggiore respiro.

Nato a Rovereto, Fausto Melotti studia fisica e matematica all’Università di Pisa prima di laurearsi in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Milano nel 1924. In quegli anni consegue il diploma di pianoforte, nel 1928 si iscrive all’Accademia di Brera dove incontra Lucio Fontana con il quale stringe una profonda amicizia. Nel 1935 Carlo Belli, suo cugino, pubblica il trattato Kn, un volume descritto da Kandinsky come “il Vangelo dell’arte astratta”. Melotti si avvicina al gruppo parigino Abstaction-Creation e partecipa alla mostra di arte astratta a Torino, nello studio di Casorati e Paulucci. Lo stesso anno, la Galleria Il Milione di Milano, luogo di incontro degli esponenti della ricerca astratta italiana, presenta la sua prima mostra personale. Sono lavori fortemente inspirati dai principi matematici dei contrappunti musicali. Sono strutture immateriali dove la spiritualità della musica da’ forma ad un leggero contrappunto di movimento sonoro e poetico alla ricerca di un equilibrio ideale. La mostra non riscuote il successo desiderato e per un certo periodo Melotti lavora sulla figurazione e su bassorilievi per edifici pubblici realizzando importanti commissioni pubbliche come il Palazzo della Giustizia di Marcello Piacentini (1937-1939), e quella per l’Esposizione Universale di Roma (EUR) pianificata per il 1942. Durante il dopoguerra riceve diversi riconoscimenti per la ceramica. Nel 1967 espone alla Galleria Toninelli di Milano una serie di nuove sculture ottenendo l’apprezzamento che non aveva avuto nei primi anni della sua carriera artistica.

Contrariamente alle opere degli anni Trenta, caratterizzate dalla solidità e geometria della forma, queste evidenziano, piuttosto, l’aspetto immateriale della scultura, capace di re-interpretare gli elementi della musica, incorporando fili di metallo e stoffa. Piccole sequenze e contrappunti diventano, dunque, rappresentazioni plastiche dei ritmi sonori plasmati dall’artista. Fausto Melotti muore nel 1986. Lo stesso anno la 42esima Biennale di Venezia gli dedica il Leone d’oro alla memoria.

Roberta Cremoncini