Affrettatevi con il Settled Status!

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Affrettatevi con il Settled Status!
Affrettatevi con il Settled Status!

C’è tempo fino al prossimo 30 giugno

    Il Countdown è incominciato: c’è  tempo soltanto fino al prossimo 30 giugno prossimo per chiedere il Settled Status, e cioè il permesso di soggiorno necessario agli italiani residenti in UK  per rimanere legalmente nel Regno Unito dopo l’uscita dall’Ue.

    Con la scadenza in avvicinamento a larghi passi il Consolato Generale di Londra ed il Comites di Londra hanno lanciato – grazie ad un finanziamento del ministero degli Esteri  – una campagna di sensibilizzazione che prevede l’invio per posta di una lettera (pubblicata per intero all’interno di questo giornale) e due schede informative a tutti gli ultra italiani sessantacinquenni che vivono nella circoscrizione consolare della metropoli britannica.

   Il punto-chiave dell’iniziativa è chiaro: se non lo avete già fatto, registratevi quanto prima all’Eu settelment Scheme. Ne va del vostro futuro.

   “Italiano avvisato, mezzo salvato”, si potrebbe dire e in effetti a “salvarsi” sono già stati tanti:    Alla fine dello scorso agosto erano 372.000 gli italiani che avevano già chiesto e ottenuto il setted o pre-settled status necessario per rimanere legalmente nel Regno Unito dopo il prossimo 31 dicembre, quando la Brexit sarà a tutti gli effetti realtà.

   Il dato di agosto è  stato messo in risalto dal sottosegretario agli esteri Ricardo Merlo   “La nostra rete diplomatico-consolare nel Regno Unito sta portando avanti ogni iniziativa possibile per assicurare, in collaborazione con il Governo britannico, un livello ottimale di informazione e orientamento di tutti i connazionali residenti circa l’ottenimento dello European Union Settled Status (EUSS). Su circa 420.000 italiani ufficialmente residenti nel Regno Unito, già a fine maggio risultavano aver ottenuto l’Euss almeno 363.000 connazionali”, ha indicato  Merlo. 

   “Sull’introduzione dell’Euss e sulle modalità per aderirvi – ha spiegato il sottosegretario – le autorità britanniche e le ambasciate dei Paesi europei nel Regno Unito stanno portando avanti da tempo un’ampia campagna informativa, finalizzata a raggiungere anche le fasce più “deboli” della popolazione residente. Una campagna che ha condotto ben oltre il risultato atteso, superandosi la soglia dei tre milioni di cittadini europei iscritti al nuovo sistema di registrazione. La nostra ambasciata a Londra è impegnata in una capillare azione informativa in tutto il Paese attraverso i media nazionali, i canali online e con iniziative ad hoc organizzate sul territorio con la collaborazione di associazioni ed enti locali”.
 

  Merlo ha menzionato lo sportello dedicato avviato dal Comites in collaborazione con il consolato generale a Londra e l’attività informativa del Consolato a Edimburgo e  ha anche ricordato che “l’Ambasciata d’Italia a Londra insieme ai rappresentanti degli altri 26 Stati membri e della Commissione Europea fa parte dell’apposito user group dello Home Office britannico che si occupa del riconoscimento del settled status: “in quella Sede il governo britannico ha indicato di voler rinnovare rilevanti finanziamenti ad una rete di 57 destinatari fra enti e istituzioni locali che seguono ed assistono, sul territorio, i cittadini europei invitandoli a programmare nuove modalità di assistenza ed iniziative compatibili con l’emergenza COVID-19”.

   Merlo ha  confermato che “i tempi di trattazione delle domande di registrazione da parte dell’Home Office hanno subito dei ritardi a causa della emergenza COVID”, ma anche che “i numeri delle registrazioni hanno continuato a crescere, anche in questa fase, per tutti i cittadini europei ed in modo particolare per gli italiani”.

   “Interpellate sui casi di rifiuto – peraltro in numero alquanto limitato rispetto al totale delle domande – le Autorità britanniche hanno fatto riferimento alle reiterate lacune nella documentazione prodotta dagli interessati a sostegno della loro richiesta, aggiungendo che il rigetto della domanda non preclude comunque una sua ripresentazione”, ha detto MerloMerlo. 

   “La nostra Ambasciata – ha ancora affermato – continua ad adoperarsi con un helpdesk che include anche un servizio di consulenza legale, rivelatosi un prezioso strumento a sostegno delle numerose richieste pervenute da parte dei connazionali durante i mesi di lockdown nel Regno Unito. Sul sito istituzionale dell’Ambasciata e della Delegazione dell’Unione europea a Londra sono disponibili molte informazioni necessarie a guidare i cittadini, tra cui linee guida in tutte le lingue dell’Unione europea in modo da rendere il più possibile uniforme ed efficace la campagna di sensibilizzazione sull’adesione all’Euss. La oramai prossima apertura del consolato generale a Manchester, competente in una circoscrizione di circa ottantamila connazionali residenti, consentirà inoltre di favorire una distribuzione dell’informazione ancora più capillare e approfondita connazionali residenti”.   

La Redazione