La National Gallery rende omaggio al genio assoluto Leonardo

La National Gallery rende omaggio al genio assoluto Leonardo

A 500 anni dalla sua morte

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Serata quasi di gala in suo onore alla National Gallery di Londra per aprire le celebrazioni del cinque centenario dalla sua dipartita, avvenuta il 2 maggio 1519. Leonardo da Vinci ha in eff etti lasciato un vuoto secolare dietro di se’: tutti lo conoscono di fama e nessuno è al suo pari, come ribadito il 18 gennaio nell’Auditorium del Museo dall’Ambasciatore Raff aele Trombetta, dall’Assessore alla Cultura di Milano del Corno e soprattutto da Martin Kemp, ritenuto autorità internazionale sulla fi gura di Leonardo e sulle sue opere.

In particolare Kemp si è dilungato a illuminare l’audience su particolari della Monna Lisa (Leonardo certo) e del Salvator Mundi (Leonardo incerto), due capolavori arcinoti e inquietanti su cui si sono scritti fi umi di letteratura. Data la sua passione per la Natura e per la Scienza, nelle due pitture, definite complementari da Kemp, si evidenzia lo studio dell’ottica e magari della Preistoria, oltre che della geografi a e geologia ( nello sfondo della Gioconda sono riconoscibili due laghi toscani e molti vedono nel ponte quello di Buriano, nell’aretino, mentre nel quadro dell’enigmatico Cristo la sfera che tiene in mano sarebbe un cristallo di rocca e non il simbolo della sua sovranità)

RSVP_invite_NATIONAL GALLERY_18.01.2019_COME TO LEONARDODi sicuro Leonardo si dedicò a tutto lo scibile umano, conferendo poesia e fantasia anche alla Meccanica: il re di Francia Francesco I lo defi niva “Filosofo” e pianse per giorni quando morì suo riverito ospite ad Amboise. Di sicuro Artista ed Ingegnere, nonché Uomo di grandi Visioni, esternatore pure di massime di saggezza universale, molte delle quali rifl ettono quella popolare toscana, assimilata forse dal nonno paterno con cui trascorse l’infanzia a Vinci. Tali perle fi losofi che sono state elargite nel cortometraggio di Mssimiliano Finazzer Flory da un attore impersonante Leonardo da vecchio, “intervistato” da due giornalisti contemporanei: un fi lm vagamente surreale e “mistico” che conferma Leonardo un portento della Natura, un gigante dell’Umanità, quasi un alieno su questa terra di miseri comuni mortali. La serata è stata focalizzata sulla presenza di Leonardo a Milano ( sorvolando del tutto sul suo retaggio toscano e la sua permanenza fi orentina) sottolineata dall’intervento di Stelline Foundation, un’istituzione presentata da Pia del Piano che interpreta capolavori del passato in chiave moderna. Vedi il progetto “the Last Supper after Leonardo” che vuole essere un dialogo creativo fra Est e Ovest tramite un’esposizione a Milano di come sei artisti internazionali contemporanei rivisitano a modo loro il celebre aff resco in Santa Maria delle Grazie.

D’altra parte questa opera è già sofferente da secoli di molti rimaneggiamenti, tanto che di Leonardo pare ci sia rimasto poco, a conferma che l’artista, nella sua continua ricerca di nuovi metodi e sperimenti anche in pittura, di aff reschi si intendeva poco, come lasciò intendere Michelangelo. Si sa che fra i due non correva buon sangue, per diff erenza generazionale, incompatibilità di carattere, latente gelosia o altro. Basta pensare che Leonardo, nella Commissione che doveva decidere dove esporre il David, suggerì di metterlo in posizione defi lata e non all’ingresso di Palazzo Vecchio. Leonardo ebbe la sua rivincita fuori Firenze, come Dante, ma i grandi geni del Rinascimento hanno una comune matrice gigliata e l’Associazione Fiorentini nel Mondo progetta di partecipare alle celebrazioni leonardesche col riportare all’attenzione un “Leonardo segreto” che ha lasciato la sua impronta nel convento della SS. Annunziata, durante la sua seconda permanenza a Firenze: breve ma incisiva, fosse solo per aver incontrato Monna Lisa Gherardini , moglie di Francesco del Giocondo, amministratore del convento.

Margherita CALDERONI