Detrazioni familiari anche per pensionati residenti all’estero

Detrazioni familiari anche per pensionati residenti all’estero

Pero' a determinate condizioni

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Anche i pensionati italiani residenti all’estero che hanno familiari a carico e pagano le tasse in Italia hanno diritto alle detrazioni per carichi di famiglia, però a determinate condizioni. Il requisito necessario – indica il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) – è che il reddito prodotto dal soggetto in Italia sia pari almeno al 75 per cento del reddito complessivo e che non goda di agevolazioni fi scali analoghe nello Stato di residenza.

“Per poter usufruire di tali detrazioni – spiegano in una nota i parlamentari PD eletti in Europa Laura Garavini, Angela Schirò e Massimo Ungaro – i pensionati residenti all’estero devono presentare annualmente apposita domanda all’Inps. La domanda si può inoltrare accedendo direttamente al servizio online dedicato sul sito istituzionale dell’Inps (utilizzando un PIN dispositivo o credenziali SPID) oppure avvalendosi dell’assistenza gratuita dei Patronati che hanno a disposizione un ‘applicativo’ fornito loro dall’Istituto Previdenziale. Le strutture territoriali dell’Inps potranno acquisire anche eventuali domande cartacee, complete di attestazione dei requisiti prescritti dalla normativa vigente, fatte pervenire dai cittadini”.

I pensionati residenti in Paesi che assicurano un adeguato scambio di informazioni e che hanno già fruito di detrazioni per carichi di famiglia nel corso del 2018 potranno far valere le suddette detrazioni per il periodo d’imposta 2019 se la presentazione della domanda annuale sarà eff ettuata entro il 15 febbraio 2019, fermo restando l’obbligo di comunicare all’Istituto eventuali variazioni nei carichi familiari che si dovessero verifi care successivamente in corso d’anno.

“Qualora la presentazione della domanda annuale di applicazione delle suddette detrazioni dovesse avvenire dopo il termine del 15 febbraio 2019, le sedi competenti dell’Inps procederanno alla revoca delle stesse, già a partire dalla rata di aprile 2019 per tutte le gestioni e ad eventuali recuperi di rate indebite”, avvertono i tre parlamentari.

La Redazione