Why you don’t design

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Incontro con il designer Gamper all'istituto di cultura

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Un incontro con il designer italiano Martino Gamper ha dato il via il 19 settembre ad un’iniziativa dell’Istituto di Cultura di Londra per far meglio conoscere su questa sponda della Manica il design e l’architettura nell’Italia di oggi.

Martino Gamper, lavora e vive a Londra dal 1998. Ha iniziato come apprendista mobiliere, ha proseguito gli studi alla Academy of fine Arts di Vienna, con un master al Royal College of Art di Londra. Specializzato nel riciclo dei materiali, ha raggiunto la notorietà con il progetto “100 chairs in 100 days and its 100 ways”, nel 2005, realizzato con sedie recuperate e rimontate in nuove combinazioni, da cui è stato tratto anche un libro.

L’utilizzo di materiali semplici e riciclati è proprio una peculiarità della sua arte, le sue opere sembrano aver vissuto e essere già state amate anziché essere semplicemente prodotte industrialmente.

«Ogni oggetto ha il suo momento di gloria e una volta che questo è passato, ogni singolo pezzo dovrebbe essere reinserito nel ciclo evolutivo. Dunque, perché dovrei venerare un oggetto prodotto industrialmente se ne esistono ancora centinaia di copie, che poi sono prodotti seriali che il loro progettista non ha mai toccato né visto?» dichiara l’artista stesso.

Agli incontri del ciclo “Project an destiny: reflection on design and architecture in Italy Today” (organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla rivista “Interni” in collaborazione con l’Ice) partecipa come ospite fissa Johanna Agerman Ross, fondatrice del giornale Disegno e curatrice di Twentieth Design al Victoria & Albert Museum in London..

Ilenia Valleriani