STRESS DA PANDEMIA: TRE MODI PER COMBATTERLO

STRESS DA PANDEMIA: TRE MODI PER COMBATTERLO

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Di Eleonora Bottini:

  La pandemia da COVID-19 ci ha messo di fronte a situazioni tragiche, traumatiche e stressanti. Si tratta di un trauma collettivo, le persone hanno dovuto fronteggiare circostanze diverse, inaspettate e assolutamente nuove. Fortunatamente la conoscenza medica del problema gradualmente aumenta, e questo aiuta nell’andare verso una sua risoluzione nel tempo. 

  Per far fronte a questo momento, sia in situazioni di lockdown che di post-lockdown, diventa importante attivare modalità positive anti- stress come prendersi cura di se stessi, praticare la consapevolezza delle proprie emozioni, gestire i propri confini personali.

   Prendersi cura di se stessi

Curare se stessi viene definito in inglese come “self-care”, un termine che indica tante pratiche che ci aiutano a stare bene. Le tante pratiche di self-care, si possono suddividere in diverse tipologie. Alcune investono principalmente la dimensione fisica, ad esempio fare attività sportiva, seguire una dieta bilanciata, prendere una pausa durante la giornata di lavoro per fare una passeggiata, dormire sufficientemente. Altre pratiche riguardano la dimensione emotiva, alcuni esempi sono: fare qualcosa di creativo, scrivere un diario su come è stata la giornata per riflettere sulle proprie emozioni, suonare uno strumento musicale. Altre ancora quella mentale: leggere un libro, vedere un film che ci ispira, fare un puzzle, visitare un museo, studiare un argomento che ci interessa. Per quella sociale: contattare un amico, mantenere rapporti regolari con le persone care, organizzare un evento con un gruppo di amici, condividere un hobby insieme ad altri. E infine per la dimensione spirituale: fare yoga, meditare, staccarsi della tecnologia e dai social media per un certo periodo di tempo, praticare la compassione di sé.

   Ogni pratica investe più livelli, ad esempio lo yoga può coinvolgere sia la dimensione spirituale che fisica. Ogni persona ha interessi diversi e può sentirsi maggiormente coinvolta da alcune pratiche, sta quindi a ciascuno cercare ciò che funziona meglio per sé.

Quando ci sono impedimenti che ostacolano la cura di sé, e soprattutto si presentano difficoltà relazionali, può essere importante intraprendere un percorso terapeutico per ritrovare le risorse necessarie. 

  Regolare la propria attività quotidiana o settimanale in termini di self-care, e magari svolgere attività che coinvolgono vari livelli esperienziali, è utile a mantenere un’armonia psico-corporea, aiutando il nostro corpo e non rimanere per troppo tempo in uno stato stressante. A volte può essere difficile dati i tanti impegni, e non bisogna colpevolizzarsi se non si riesce a portare avanti la cura di sé con regolarità. Basta anche iniziare da piccoli passi, ad esempio prendere cinque minuti al giorno e dedicarsi a qualcosa che ci fa stare bene, e che si fa solo per sé stessi. Con il tempo, questa o queste attività possono entrare nella routine quotidiana e costituire uno spazio protetto nel quale si possono recuperare risorse e ritrovare l’energia.

   Praticare la consapevolezza delle proprie emozioni

  Tutti sappiamo cosa sono le emozioni. Possiamo descrivere le emozioni come stati psicologici che coinvolgono il corpo, i pensieri e i comportamenti e che vengono generati da stimoli esterni ed interni. Le emozioni mutano continuamente nel tempo, influenzano il nostro umore, e spesso non ne siamo consapevoli. A volte siamo portati a negarle ed agirle, soprattutto quando sono potenti, senza avere la possibilità di comprenderle e poterle utilizzare proficuamente.

  Alcune emozioni caratterizzano la maggior parte delle culture secondo lo psicologo statunitense Paul Ekman, e sono: rabbia, paura, tristezza, gioia, sorpresa, disgusto. Ci sono poi emozioni che includono un processo di riflessione su di sé: vergogna, senso di colpa, orgoglio e imbarazzo. Sono legate a come valutiamo noi stessi, quindi a valori sociali e culturali della persona e del gruppo. Le emozioni possono essere alterate da stati di stress e traumi collettivi. 

  La repentina modifica del modo di vivere gli spazi e i tempi nelle nostre vite può aver catapultato, a livello psichico, molte persone in uno spazio limbico di attesa incerta nel quale le emozioni, influenzate dalla grave minaccia sanitaria, possono aver assunto diverse e nuove conformazioni. Può essere quindi diventato più difficile riconoscerle e gestirle nel nuovo sistema di vita personale e collettivo.

  È importante essere consapevoli delle proprie emozioni, per quanto a volte sia difficile, dato che la consapevolezza delle emozioni permette di fare scelte che seguono e rispettano i nostri bisogni e desideri profondi. Quando siamo molto stressati, diventa difficile rendersi conto di ciò che stiamo vivendo, ma possiamo rintracciare più facilmente l’espressione fisica delle emozioni, come muscoli tesi, stanchezza, sentire che il battito cardiaco è accelerato. 

  Quando percepiamo questi segnali, innanzitutto è bene prendersi cura di sé sul momento anche a livello fisico. Successivamente è importante capire le motivazioni di questo stato fisico, e cercare di capire quali emozioni lo generano, emozioni che magari non sono state percepite a livello mentale.

  Prendersi del tempo per praticare la consapevolezza delle emozioni da soli o con l’aiuto di persone dotate di una buona dose di intelligenza emotiva, e in casi specifici con un professionista, è importante perché ci riporta al senso autentico di noi stessi, e ci permette di fare scelte in linea con ciò di cui abbiamo veramente bisogno, e che può venire confuso in questo stato generalizzato di allerta traumatica.

  Gestire i propri confini personali

  I confini personali sono confini psicologici e possono essere descritti come i limiti che mettiamo in relazione agli altri nei contesti nei quali viviamo. Servono a preservare il nostro spazio mentale, le nostre emozioni, il nostro corpo, i nostri affetti, la nostra salute. Sono legati alla capacità di dire no e di scegliere come gestire il nostro tempo e le energie mentali ed affettive.

  Con il cambiamento improvviso delle modalità con cui abitare gli spazi familiari e sociali, molte persone si sono ritrovate a dover ridefinire i propri confini nella nuova situazione, e per molti può essere stato un processo stressante. In diversi casi, anche per motivazioni legate a questioni di opportunità, risorse economiche e sociali, può essere stato in questo periodo particolarmente difficile mantenere i confini personali rispettando il proprio equilibrio psicofisico.

  È comunque fondamentale continuare a pensare in termini di gestione dei confini, e chiedersi come poter rispettare i propri bisogni fisici, emotivi e mentali mentre stiamo attraversano i tanti cambiamenti dovuti alla pandemia. Saper dire di no, comunicare i propri confini in maniera assertiva, scegliere su quali relazioni investire, ritagliare del tempo da dedicare a se stessi. Questi sono alcuni modi per gestire i propri confini a partire dai propri bisogni e rispettando i propri desideri. 

  Continuare con pratiche che aiutano il nostro benessere è importante in questo periodo di pandemia. Più, infatti, ci si trova in situazioni stressanti, più è opportuno prendersi cura di sé. La mentalità di mettere da parte noi stessi limita la possibilità di gestire il nostro benessere ascoltando i nostri bisogni e desideri.

  Praticare la cura di sé, la consapevolezza delle emozioni e la gestione dei propri confini a partire da livelli autentici di noi stessi è centrale per il nostro benessere e, in questo periodo storico, può rivelarsi fondamentale.

   Eleonora Bottini: psicologa di Changing Patterns, vive tra Roma e Londra e offre diversi servizi di supporto online, tra i quali il sostegno psicologico individuale, percorso individuali mirati e laboratori di gruppo. Potete trovare più informazioni sul sito changingpatterns.net