Stati generali dell’Editoria: E noi? Ci saremo?

Stati generali dell’Editoria: E noi? Ci saremo?

Le testate italiane all'estero chiedono coinvolgimento

330
SHARE

Le testate italiane all’estero hanno chiesto al governo italiano di essere coinvolte negli Stati Generali dell’Editoria che si sono aperti a Roma il 25 marzo scorso e che devono preparare per il prossimo settembre una cruciale legge di riassetto e riforma in risposta alla sempre più preoccupante crisi del settore.

La domanda di coinvolgimento è stata inoltrata al Sottosegretario Vito Crimi con una lettera dello scorso 6 febbraio scritta da Giangi Cretti, presidente della Federazione della Stampa Italiana all’Estero (FUSIE) e della Commissione Informazione Comunicazione del CGIE.

Nella missiva Cretti ha segnalato come fosse opportuna una campagna informativa sulle prossime elezioni europee e ha chiesto informazioni sugli Stati Generali dell’Editoria, auspicando un coinvolgimento della FUSIE che finora non ha però trovato riscontro. “A distanza di quasi due mesi, gli Stati Generali – afferma Cretti in una nota – sono stati inaugurati con significativa rilevanza istituzionale. Ne siamo molto soddisfatti: la tematica merita di essere esplorata, e condividiamo, plaudenti, la decisione di scandagliarla, nei prossimi mesi, tramite incontri, confronti e dibattiti, avendo come bussola quella di garantire il pluralismo”. “Preso atto delle dichiarazioni d’intenti, consapevoli della gerarchia delle priorità” il presidente della Fusie si rivolge al sottosegretario Crimi, prendendo a prestito il titolo di una vecchia canzone di Francesco Guccini: “ma, in questo disegno, che tratteggia un percorso di incontri, confronti e dibattiti che dovrebbe approdare a settembre ad una riforma di legge sull’editoria, noi non ci saremo? Dove quel noi è riferito alle testate italiane all’estero e per l’estero. Che fra le tante, degne di essere attentamente considerate, hanno una indiscutibile specificità: da qualsiasi tipo di sostegno indiretto, come quello ai vettori o come il credito d’imposta, non potranno trarre alcun giovamento”.

“Di questo, ma non solo di questo, come d’altronde ribadito allo stesso sottosegretario anche a Roma a conclusione del convegno organizzato a lo scorso 16 novembre dal Consiglio Generale degli italiani all’Estero (CGIE) in collaborazione con la Federazione della Stampa Italiana all’Estero (FUSIE), vorremmo poter discutere. Naturale pertanto creare i presupposti affinché in quel disegno del governo si possa effettivamente dire che anche noi ci saremo”, sottolinea Cretti.

La Redazione