Le piante officinali

Le piante officinali

A cura di Marisa Canzoneri

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(marisacanzoneri@libero.it)

L’uomo ha utilizzato le piante fin dalla sua comparsa sulla terra ed ha imparato a servirsene attraverso una serie di sperimentazioni empiriche che hanno consolidato nel tempo il loro uso alimentare, terapeutico e cosmetico.

imagesBORRAGINE

Nome scientifico: Borrago officinalis L. Famiglia: Borraginaceae Pianta erbacea annuale con fusto carnoso e foglie interamente ricoperte da peli irti leggermente pungenti rugosissime al tatto, di forma ovale allungata, picciolate e margine intero ondulato, di colore verde glaucescente. I fiori sono riuniti in racemi di colore azzurro intenso a forma di stella. I frutti sono acheni.

È una specie ubiquitaria; si trova dalle zone litorali alle altomontane, sia nei terreni incolti che in quelli coltivati. Le foglie vanno raccolte prima della fioritura; i fiori appena sbocciati, o in boccio. Le foglie sono attive solo se fresche, dunque un metodo per conservarle è il congelamento. I fiori possono essere utilizzati freschi, o essiccati e l’essiccazione deve essere rapida.

Principi attivi. I principi attivi sono contenuti in tutta la pianta. Proprietà . Antidepressive, diuretiche, depurative del sangue. Molte delle proprietà attribuite a questa pianta nel passato sono state, oggi, confermate dalle conoscenze scientifiche circa gli effetti dei suoi componenti sull’organismo umano. L’alto contenuto in sali di calcio e potassio svolge un’azione tonica e sedativa nei confronti del sistema nervoso come ritenuto dai tempi antichi.

Uso interno . Antidepressivo, diuretico, depurativo .

Decotto di fiori antidepressivo: un cucchiaio di fiori freschi in 100 ml di acqua; lasciare bollire per cinque minuti.

Infuso: un cucchiaio di fiori in una tazza d’acqua bollente; lasciare in infusione per due minuti e filtrare. Decotto diuretico: fare bollire 20 gr di foglie in 100 ml di acqua, filtrare e consumare 2-3 tazze al giorno lontano dai pasti.
Depurativo: far bollire 100 gr di foglie in 500 ml di acqua, filtrare e consumare il decotto ottenuto nello stesso giorno; ripetere l’operazione per più giorni.

Attenzione! Le foglie e gli steli contengono tracce di alcaloidi che sono tossici e dunque non vanno utilizzati in gravidanza o in caso di sofferenze epatiche. Con i semi di borragine mediante spremitura a freddo si ottiene un olio ricco di acidi grassi essenziali come l’acido gamma linolenico e l’acido linoleico importantissimi contro l’invecchiamento della pelle in commercio si trova racchiuso in perle. Assunto per via orale, l’olio di borragine migliora l’idratazione della pelle prevenendo la formazione di rughe, contrasta la formazione di smagliature e rinforza le unghie.

In cucina. I fiori di borragine possono essere aggiunti alle insalate o preparati come canditi per decorare i dolci.

Minestra di borragine
In un tegame fare bollire le cime e le foglie tenere fino a metà cottura; aggiungere un tipo di pasta corta e completare la cottura. Servire brodosetta, con aggiunta di un filo d’olio d’oliva.

Riso con la borragine
400gr di riso, 4 mazzi di borragine, 100 gr di caciocavallo tagliato a dadini, 150 gr di olio di oliva, sale. Pulire la borragine e lasciarla in acqua per almeno un ora; fare bollire l’acqua in una pentola adeguata e versarvi la borragine ed il riso; quando il riso sarà cotto, al dente, togliere l’acqua di cottura in eccesso e disporlo nei singoli piatti, aggiungendo l’olio, i dadini di caciocavallo, cospargendo con pangrattato brustolito. Servire caldissimo Lo stesso piatto può essere consumato con abbondante brodo di cottura come minestra

Frittelle di cime fiorite
Raccogliere le cime fiorite, possibilmente in boccio, preparare una pastella con farina, acqua, lievito di birra e un pizzico di sale, lasciare riposare almeno mezz’ora. Nel frattempo lavare e asciugare le cime della borragine, immergerle nella pastella e friggerle in olio d’oliva. Salare e… buon appetito! In alternativa alla farina di grano può essere utilizzata quella di ceci, adatta anche ai celiaci.

Curiosità. Gli antichi romani ed i medici della Scuola medica salernitana consideravano la borragine un eccellente rimedio contro la malinconia. Plinio la cita come «pianta che porta la felicità» e le attribuisce diverse qualità, alcune delle quali molto suggestive, come quella di portatrice di coraggio e di buon umore. Gli Arabi la somministravano ai loro soldati per accrescerne il coraggio e per conferire loro saldezza dei nervi.

Ricordiamoci che la natura mette a disposizione dell’uomo una grande ricchezza di specie dalle tante proprietà, ma che vi sono anche piante tossiche o che lo possono divenire per l’uomo se raccolte in zone sottoposte a inquinamento. Le piante, infatti,assorbono le sostanze nocive incamerandole all’interno dei propri tessuti quindi è necessario fare molta attenzione nel raccogliere una pianta se non si è più che certi diaverla correttamente identificata ed avere cura di farlo solo in zone lontane da fonti di inquinamento. Ricordiamoci anche che tutte le piante officinali contengono principi attivi (sostante chimiche bioattive) che, alla stregua di quelli contenuti nei farmaci, possono avere effetti collaterali, quindi è sempre buona norma rivolgersi ad una persona competente in materia quando si vuol far uso di piante officinali in sostituzione dei farmaci convenzionali.
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