Addio Carta di Identità cartacea

Addio Carta di Identità cartacea

Presto anche all’estero (si spera) quella elettronica

281
SHARE

Addio carta di identità cartacea: in Italia è stata appena sostituita quasi ovunque da quella elettronica, di plastica, analoga alla patente di guida britannica ma molto più sofisticata grazie ad un microchip, e il ministero degli Esteri sta studiando come estendere “in tempi brevi” la novità anche agli italiani residenti all’estero.

Il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo ha confermato “l’impegno prioritario” della Farnesina “per l’estensione della carta di identità elettronica (C.I.E) all’estero in tempi brevi”. Lo ha fatto in risposta ad una interrogazione presentata da Massimo Ungaro, deputato Pd eletto in Europa, “sulle modalità e la tempistica di rilascio della carta d’identità elettronica nei consolati per gli italiani all’estero e iscritti all’AIRE”.
“Mi conforta il fatto – ha commentato Ungaro – che la questione sia una priorità per il Ministero, di concerto con quello dell’Interno, ma mi preoccupa la criticità rappresentata dalle modalità di collegamento tra il sistema di identificazione unica della persona afferente al MAECI e a quello facente capo al Viminale”.

“Tema – sottolinea Ungaro – che si pone anche per l’incrocio dati delle tessere TEAM per la copertura del servizio sanitario nazionale anche a soggetti che non risiedono più in Italia e che costa svariati milioni di euro al bilancio dello Stato”. Per il deputato “occorre partire subito con la sperimentazione della carta d’identità elettronica sin da inizio 2019 e fare presto per raggiungere l’obiettivo della completa entrata a regime del sistema. C’è un solo anno di tempo secondo le regole comunitarie”.

Il sottosegretario Merlo ha dal conto suo spiegato che “per quanto riguarda il territorio nazionale, su 7957 comuni, 7810 sono già dotati di postazioni per
il rilascio della C.I.E, con una copertura pari al 98,15% del totale” mentre per quanto riguarda l’emissione del documento all’estero “l’Istituto Poligrafico
ha predisposto un documento tecnico, oggetto di confronto con il Ministero degli Esteri, contenente le linee programmatiche di intervento per lo sviluppo della relativa progettualità”.

Nella seduta del 18 ottobre scorso della commissione interministeriale permanente che supporta il Ministero dell’Interno nella definizione del piano di graduale avvio del rilascio della C.I.E presso Comuni e Consolati sono state nuovamente precisate le modalità di attribuzione e convalida del codice fiscale dei richiedenti mediante l’utilizzo dei servizi ANPR, integrati nel C.I.E online, mentre restano ancora da definire gli aspetti concernenti le modalità di verifica di eventuali cause ostative al rilascio del documento elettronico con validità per l’espatrio, nonché le modalità di gestione dei corrispettivi percepiti dai Consolati a seguito del rilascio della C.I.E.

Merlo ha assicurato che “una volta definiti tali aspetti saranno formalizzate le intese con il Ministero degli Esteri, con la prospettiva di avviare entro l’anno 2019 una sperimentazione finalizzata a verificare il regolare funzionamento del circuito di emissione C.I.E all’estero”. A suo giudizio “le principali criticità, sulla cui risoluzione sono attualmente concentrati gli sforzi, – puntualizza il sottosegretario – riguardano le modalità di collegamento della rete consolare ai sistemi “INA SAIA” (Indice nazionale delle anagrafi e Sistema di accesso ed interscambio anagrafico) e successivamente all’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente), le modalità per l’identificazione univoca del richiedente delle C.I.E (assegnazione codice fiscale e allineamento dato nagrafico), nonché le modalità di verifica delle cause ostative al rilascio nulla osta da parte del Comune di riferimento”.

Sull’argomento Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa, ha presentato alla Camera assieme ad altri due suoi colleghi una risoluzione con cui impegna il Governo a “sostenere e incentivare la procedura di realizzazione della carta di identità elettronica per i cittadini italiani residenti all’estero”.

La Redazione