Quando un azienda imbavaglia i dipendenti

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Sir Philip Green e i “non-disclosure agreements”

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Recent Photo 1Gentile Avvocato
Di recente ho letto sul giornale che Philip Green, presidente del Consiglio di amministrazione della Arcadia Group, ha richiesto agli impiegati delle sue società di fi rmare dei patti di riservatezza su eventuali accordi transattivi fi rmati a seguito di denunce di episodi di molestie sessuali e vicende a sfondo razzista. Ho letto che il Sig. Green ha richiesto al tribunale (High Court of Justice) una ordinanza per prevenire la pubblicazione su un giornale nazionale del suo nome connesso alle accuse di molestie. Tuttavia, il suo nome è stato comunque menzionato in Parlamento grazie al cosiddetto privilegio parlamentare (Parliamentary Privilege). Sono impiegato in un’agenzia online di biglietteria e ho deciso di lasciare il mio lavoro amicalmente. Come parte del mio accordo transattivo di fi ne rapporto lavorativo, il mio datore di lavoro mi ha chiesto di fi rmare un patto di riservatezza (non-disclosure agreement) in merito a qualsiasi informazione riguardante i clienti e business partners del mio datore di lavoro. Mi potresti spiegare che eff etto legale ha un patto simile e se devo fi rmarlo?
Cordiali saluti,

Cristoforo

Gentile Cristoforo
Grazie per il tuo messaggio. Il caso di Philip Green è molto interessante perché nel decidere sull’ordinanza il tribunale ha dovuto bilanciare due diversi aspetti, le potenziali conseguenze della pubblicazione del nome di Green e l’interesse pubblico sul punto. Accogliendo la richiesta, il tribunale ha concluso che la pubblicazione del nome prima del processo in questo caso avrebbe causato danni irreversibili a Philip Green e la sua reputazione. In un rapporto di lavoro, c’è un dovere implicito che gli impiegati si comportino con lealtà e buona fede nei confronti del datore di lavoro. Al termine di un impiego, il datore di lavoro vorrà proteggere ogni informazione confi denziale, know how, banca dati etc del business. Di solito, questo avviene tramite la fi rma di un patto di riservatezza. Pertanto, è legittimo avere delle clausole di riservatezza in caso di fi ne del rapporto di lavoro, purché le restrizioni imposte siano giuste e ragionevoli. Ciò che non è permesso sono dei patti di riservatezza che si riferiscano anche alla cosiddetta “protected disclosure”. Una “protected discosure” è quando un impiegato divulga informazioni in merito ad azioni civili o penali scorrette fatte dal datore di lavoro o dalla società in cui lavora; tale divulgazione è protetta dal “Public Interest Disclosure Act 1998”. La legge tutela infatti questo tipo di informazioni per pubblico interesse – così che i dipendenti possano parlare liberamente nel caso in cui venissero a conoscenza, per esempio, di reati, molestie sessuali, episodi di razzismo, o illeciti civili durante lo svolgimento delle loro mansioni o all’interno del luogo di lavoro. Pertanto, nel tuo caso è legittimo per il tuo datore di lavoro chiederti di fi rmare un patto di riservatezza, purché sia ragionevole e che applichi vincoli per un periodo di tempo ragionevole. Ti suggerirei in ogni caso di far controllare il contenuto dell’accordo dal tuo avvocato.
Cordiali saluti, Domenic

Pini Pini Franco LLP

Questo articolo contiene informazioni utili. Tuttavia occorre richiedere una consulenza professionale per ogni singolo caso specifi co ed è opportuno che astenersi dal prendere o non prendere iniziative prima di avere ottenuto un parere professionale.