I contributi pubblici al centro del Congresso Mondiale Fusie

I contributi pubblici al centro del Congresso Mondiale Fusie

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Rappresentanti di quaranta testate italiane attive fuori dei patrii confini hanno partecipato al VI Congresso Mondiale della Federazione Unitaria Stampa Italiana all’Estero che si è svolto il 15 novembre scorso a Roma nellla Sala Aldo Moro del Ministero degli Esteri ed è ruotato attorno ai contributi pubblici che rischiano di essere prima ridotti e poi azzerati

L’assemblea dei soci FUSIE (67 sono le testate risultate regolarmente iscritte al 15 ottobre 2018 e dislocate in 15 Paesi di 4 continenti) ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo che ha confermato nella carica il presidente uscente Giangi Cretti (La Rivista – Svizzera) e il segretario generale Giuseppe Della Noce (AISE – Italia) , mentre Franco Dotolo (Migranti Press – Italia) è stato eletto vicepresidente.

Il Direttivo ha poi completato il Comitato di Presidenza eleggendo i soci Ilaria Del Bianco (Lucchesi nel Mondo – Italia), Silvia Finzi (Corriere di Tunisi – Tunisia), Vittorio Giordano (Il Cittadino Canadese – Canada), Salvatore Mancuso (La Notizia – Gran Bretagna) e Pablo Mandarino (L’Eco – Argentina). Le conclusioni sono state tratte dal presidente Cretti, che ha indicato come temi prioritari per l’impegno della Federazione dei prossimi mesi il confronto con il governo in relazione al mantenimento dei contributi pubblici alla Stampa italiana all’estero, il ripristino dell’apposita commissione, il supporto agli associati per un sempre maggiore utilizzo della rete, nonché’ la promozione di iniziative di formazione e aggiornamento professionale e l’allargamento della base associativa a nuove categorie di media.

“Oggi quando si parla di tagliare i contributi alla stampa – ha sottolineato Giangi Cretti – bisogna capire chi si va a colpire, perché non si può dire che la stampa sia superata o che la stampa online esisterà a prescindere dal taglio dei contributi. …Oggi la nuova legge per l’editoria azzera la nostra specificità perché fino al 2017 sapevamo di poter contare su un contributo di due milioni di euro che, qualche volta, è stato integrato in aumento con emendamenti, avevamo però un quadro della forbice in cui potevamo calcolare il contributo per la stampa italiana all’estero. Oggi questo non avviene più, questa particolarità della nostra stampa non c’è più”.

“A partire dall’anno in corso – ha spiegato il presidente della Fusie – la legge sull’editoria stabilisce che siamo finiti nel ‘calderone’ del Fondo generale per il pluralismo dell’informazione. Da questo fondo il ministero dello Sviluppo Economico toglie quello che gli compete per la gestione del servizio pubblico, ad esempio i contratti di servizio con la Rai , quello che resta finisce al Dipartimento per l’Editoria il quale definirà le destinazioni di uso di questi fondi. Allora quanto resta di risorse non lo sappiamo e non sappiamo i criteri di distribuzione dei fondi alle varie tipologie di stampa. Quello che ci attende ora è una sorpresa…E vi è anche il rischio che il prossimo anno vi sia una nuova legge sull’editoria”.

La Redazione