Domenico Meliti sfonda in UK con le case

Domenico Meliti sfonda in UK con le case

Success story di un imprenditore nato a Monza

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Come quasi tutti i ragazzi italiani in arrivo a Londra ha incominciato con un lavoretto in un ristorante italiano e poi, passo dopo passo, sacrificio dopo sacrificio, successo dopo successo, ha creato un’azienda che adesso costruisce e ristruttura nel Regno Unito circa 1000 appartamenti all’anno: classe 1976, natali a Monza, Domenico Meliti ne ha fatto di strada da quando nel febbraio del 1999 e’ sbarcato nella metropoli britannica. Gli inizi, racconta al nostro giornale, non sono stati rosa e fiori. Il primo impatto con Londra – come capita un po’ a tanti emigrati italiani che ci sono venuti in cerca di fortuna, fu “deludente” ma non si perse d’animo e sopravvisse abitando in una stanzetta e ostentando buona volontàe forte ottimismo, nella convinzione di potercela fare.

DSC_5142aPur forte di studi di disegno architettonico ed urbanistica a Milano, l’intraprendente Meliti trova lavoro in un ristorante italiano e poi sceglie di andare nel Kent, dove è minore la presenza di concittadini, e lavora in un pub, assimilando rapidamente la lingua inglese. In parallelo incomincia a studiare, perfezionandosi per ottenere le qualifiche necessarie relative agli impianti meccanici ed industriali. Frequenta la famosa istituzione inglese RIBA (Royal Institute of British Architects), ed è proprio lì che, durante un ricevimento, gli capita l’incontro che cambia la sua vita.

Un architetto inglese gli confida di avere delle difficoltà nelle fasi meccaniche di un importante progetto, non riuscendo a trovare degli appaltatori validi (oggi sarebbe differente, per la presenza di tantissimi architetti italiani professionisti; in quei tempi la concorrezna era molto poca).

“L’architetto – ricorda Domenico Meliti – mi propone il lavoro che accetto ben volentieri. In realtà, di esperienza ne avevo ben poca, ma bisognava pure iniziare ed accettai con entusiamo l’offerta, pur sapendo che era il mio primo lavoro nel settore meccanico. Con fatica, ed intuito, riesco a risolvergli il problema e ciò fu praticamente il mio trampolino di lancio. Da questo incontro inizia la mia scalata che in seguito mi porta a lavorare nel Miglio Quadrato della City”.

DSC_2835 (1)Facendo tesoro del suo “know how” italiano, Meliti collabora con gli enti locali per ottenere le necessarie autorizzazioni di cui ha bisogno per la ristrutturazione degli edifici. Riesce così a diventare il precursore delle prefabricazioni a Londra e dintorni. Imbocca cosi’ una strada nuova quasi controcorrente e forma la EMD, un’impresa che da lì a breve diventa un successo, con una crescita costante del 200%. Il momento è favorevole e sfruttando con abilità una serie fortunata di opportunità, la EMD si guadagna un’ottima reputazione, attraverso la buona conduzione e la conclusione di appalti per banche, hotels, vecchi palazzi trasformati in realtà abitative.

A parità sostanziale di condizioni, i clienti si accorgono di poter contare su un atteggiamento di collaborazione integrale, su un migliore livello di finiture nella ristrutturazione, nel rispetto di tempi e costi affiancato da una gestione sempre cortese e corretta nel rapporto cliente-impresa. La scelta strategica di sbarcare in Gran Bretagna – quando invece sul finire degli Anni ’90 l’edilizia italiana era tutta proiettata sulle commesse mediorientali e nord africane – si dimostra quindi vincente. In poco tempo Domenico Meliti, amministratore delegato della società di costruzioni e ristrutturazioni da lui fondata, si afferma. Le altre imprese locali cercano di imitare la sua professionalità e la sua vincente formula del ‘design and build’, un concetto che vede la sua società di ristrutturazione incaricarsi completamente della responsabilità globale dell’intervento edilizio, dalla sua ideazione alla realizzazione finale.

La EMD assume incarichi sempre più complessi di progettazione e costruzione per committenze di grande importanza nel mondo dell’edilizia. La rapida affermazione dell’azienda sul mercato britannico – con una strabiliante crescita lo scorso anno di quasi il 400% – trova origine in una serie di ristrutturazioni.

image003 (1)Ci stiamo specializzando in operazioni in corpore vivo – spiega Meliti – in quanto in molti casi siamo costretti dalle caratteristiche dell’intervento edilizio e dalla situazione logistica e finanziaria del cliente a realizzare opera di modifica radicale senza che il committente debba evacuare l’impianto immobiliare”.

Adesso l’imprenditore monzese ha uno staff di 72 persone, con un piano di crescita che gli permetterà di aumentarlo nel prossimo futuro e che lo ha già visto affermarsi anche nelle Midlands dove si sta assicurando appalti per costruire e modificare centinaia di proprietà da adibire ad uso residenziale.

Portato come esempio alle imprese concorrenti in ragione della qualità e della creatività delle sue ultime opere di ristrutturazione, Meliti ha sviluppato un interesse sempre più forte per la politica e alle ultime elezioni italiane per il rinnovo del parlamento, quelle dello scorso 4 marzo, è stato candidato alla Camera nella lista del partito centrista UDC (affiliato al centrodestra) insistendo sulla necessità di riorganizzare e migliorare la rete consolare. Non gli va che ultimamente gli italiani all’estero siano stati trattati da “cittadini di serie B”.

L’adesione al partito conservatore in Gran Bretagna l’ha portato d’altronde a farsi conoscere da numerose personalità del mondo politico locale. Non basta. Oltre ad aver lavorato ad alcuni progetti nel settore edile per il sistema sanitario nazionale britannico (NHS), Meliti si è fatto spesso promotore di alcune importanti iniziative benefiche assieme al Conservative Party e ad alcuni membri del parlamento della destra britannica, con il quale ha un’ottima intesa, «che sarà la chiave – assicura – per garantire i diritti degli italiani nel Regno Unito anche dopo la Brexit.»

DSC_5150a (1)Recentemente insignito del premio Talented Young Italian Award dalla Camera del Commercio e dell’Industria d’Italia nel Regno Unito, l’imprenditore in forte ascesa lavora adesso con l’ausilio di alcuni importanti fondi d’investimento finanziari: Roundshields del Lussemburgo, il fondo SCM private di Gina Miller ed il secondo di George Iacobescu , fondatore del Canary Wharf Group. Membro a pieno titolo del Consiglio della Camera di Commercio Italiana in UK, iscritto alla Mazzini e Garibaldi Association, Meliti sponsorizza una rivista trimestrale che si chiama “Il Club”, scritta in italiano e inglese che vuole funzionare da strumento di collegamento tra Italia e Regno Unito ai tempi della Brexit.

Molte anche le iniziative di beneficenza: dal finanziamento di una società sportiva per bambini di origine italiana residenti nel Regno Unito (AS Londra Sud, che ogni due anni partecipa alla Olimpiade Gioventù Italiana) a quello di un Gruppo sportivo di Rugby per disabili passando per il sostegno alla Comunità di Sant’Egidio e ad un’organizzazione che si occupa dei senza tetto (Centre point). “Oltre a lavorare con questi forti gruppi, facciamo – precisa orgoglioso l’imprenditore – beneficenza one-toone. L’ultima in ordine cronologico, si tratta del rifacimento di un giardino per un’abitazione di una ragazza madre, che necessitava di un angolo di rifugio e di tranquillità per la sua bambina dopo le violenze subite dall’ex partner a scapito della piccola”.

La Redazione