IL FISCO UK TI HA DATO DEL POTENZIALE EVASORE?

IL FISCO UK TI HA DATO DEL POTENZIALE EVASORE?

SEI IN BUONA COMPAGNIA....

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    Da alcuni mesi il fisco britannico sta inviando lettere agli italiani in UK chiedendo loro di chiarire la propria posizione su eventuali redditi non dichiarati maturati in Italia, soprattutto legati a immobili di proprietà e conti bancari. Chi riceve questa lettera, come si deve comportare? Quali sono le informazioni richieste alle quali bisogna rispondere correttamente? C’è da preoccuparsi? Come è meglio muoversi?

   Sono tanti i dubbi e le paure e il Comites Londra ha organizzato lo scorso 27 maggio un webinar gratuito con l’esperto Piero Soteriou, accountant britannico di origini italiane esperto in materie fiscali e convenzioni stipulate tra i due paesi. 

   Durante il webinar il dottor Soteriou ha offerto una panoramica molto ampia su come funziona la regolamentazione in merito da parte della HMRC. Nello specifico HMRC, Her Majesty’s Revenue and Custom, cosi’’ si chiama l’agenzia delle entrate britannica ha incominciato a spedire lettere intitolate “I tuoi redditi o plusvalenze esteri”. Lo scopo: invitare i contribuenti ad aggiornare la propria posizione fiscale includendo redditi finora non dichiarati.

   Questa azione mirata non ha valenza solamente per gli italiani, ma per molti altri individui provenienti da nazionalità differenti. Ciò avviene attraverso il trasferimento automatico di informazioni finanziarie tra il Regno Unito, le banche e le autorità fiscali competenti dei diversi Paesi in cui vigono questi accordi. Sono infatti oltre 100 i paesi che si sono impegnati a scambiare informazioni su base multilaterale nell’ambito del Common Reporting Standard (CRS) dell’Organizzazione per la cooperazione e lo Sviluppo Economico. Questa attività rientra in quella che gli inglesi chiamano Worldwide Disclosure Request. 

   Molti italiani, ricevendo queste lettere, sono rimasti sorpresi perché completamente ignari di dover dichiarare redditi e plusvalenze percepiti in Italia, o anche in altri paesi dove hanno maturato dei redditi, spesso erroneamente credendo di aver rispettato tutti i loro obblighi fiscali avendo presentato dichiarazioni dei redditi e pagato le tasse in Italia e in UK. 

   Alcune delle fonti più comuni di reddito e plusvalenze non divulgati sono i redditi da locazione da immobili italiani, i redditi da titoli italiani e plusvalenze sulla cessione di proprietà italiane. Nella nudge letters, così come tecnicamente vengono definite, è incluso un Certificate of Tax Position (“Certificato”). Il periodo di tempo ricoperto dal Certificato non è limitato da un solo anno, ma è esteso a tutti gli anni. 

   Per meglio approfondire tutti i passaggi di questo particolare e delicato processo il dottor Piero Soteriou insieme al suo studio di esperti ha compilato un dettagliato documento sia in lingua italiana che inglese, che può essere consultato e scaricato direttamente sul sito del Comites Londra.

   Il succo è però chiaro: bisogna mettersi in regola, dichiarando al fisco britannico tutti i redditi percepiti anche fuori del Regno Unito.