NON SI SBATTANO GLI ITALIANI IN DETENZIONE!

NON SI SBATTANO GLI ITALIANI IN DETENZIONE!

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PER IL SOTTOSEGRETARIO DELLA VEDOVA È INACCETTABILE

   Lo scandalo degli italiani finiti in centri di detenzione solo perché sbarcati a Londra per lavoro senza l’apposito visto è stato l’argomento più spinoso affrontato dal sottosegretario agli Esteri Benedetto della Vedova nel corso di una visita di due giorni nella capitale britannica.

   L’Italia – ha indicato l’esponente del governo Draghi – non contesta la nuova normativa britannica post Brexit in materia di controlli ai confini e sui visti necessari per venire nel Regno Unito con motivazioni di lavoro o studio ma considera “decisamente sproporzionati” e “inaccettabili” i provvedimenti di detenzione in celle di centri di raccolta per migranti clandestini come è capitato nelle settimane scorse a parecchi italiani. 

    “Lo abbiamo spiegato in modo educato ma fermo”, ha sottolineato il sottosegretario con delega per gli italiani all’estero che è stato dal 27 al 29 maggio in missione a Londra e ha discusso con il viceministro dell’Home Office Kevin Foster di modalità alternative “come l’affidamento” a familiari residenti o il permesso temporaneo dietro pagamento di una cauzione prima del rimpatrio. A suo giudizio il confronto è stato “positivo” essendosi il governo Johnson impegnato a “codificare meglio” le condizioni d’ingresso libero senza visto, incluso per quanti sbarchino temporaneamente per un colloquio di lavoro.   Parlando con Foster, competente per i problemi dell’immigrazione, il sottosegretario ha espresso anche il timore che un certo numero di italiani installati nel Regno Unito – in particolare “i più fragili” e cioè gli anziani poco informatizzati – non rispettino la scadenza ultima del 30 giugno per la richiesta del permesso di soggiorno post-Brexit e ha chiesto “comprensione” ricevendo l’assicurazione di un “approccio pragmatico”.

   Al Foreign Office Della Vedova si è confrontato con i viceministri lord Ahmed di Wimbledon e Wendy Morton sull’accordo bilaterale post-Brexit che Roma e Londra intendono firmare entro il 2021 su temi come la politica estera e di sicurezza, l’energia, la cultura, l’ambiente nel pieno rispetto del trattato commerciale di libero scambio fra Londra e l’Ue sul dopo Brexit e in linea con “l’attuazione di tutte le sue parti incluso il protocollo sull’Irlanda del Nord”.   ‘È necessario – ha messo in risalto Della Vedova – lavorare insieme per rilanciare gli scambi economici e turistici con Londra dopo la Brexit e per la ripresa post Covid”.

La redazione