IL VIRUS NON FERMA LE OLIMPIADI DEI GIOVANI CHEF

IL VIRUS NON FERMA LE OLIMPIADI DEI GIOVANI CHEF

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INTERVISTA ALLO CHEF ENZO OLIVIERI

  Il Covid ha decisamente messo in ginocchio tutto il comparto della ristorazione e dell’industria dell’ospitalità e del turismo in generale. 

  Ma non tutto si è fermato, ed attraverso creatività ed una contagiosa voglia di resistere, alcuni grandi eventi internazionali sono stati portati avanti ugualmente.

   Le Young Chef Olympiad (YCO) sono state regolarmente organizzate anche se virtuali e questo è il più grande evento culinario al mondo, THE GREATEST CULINARY OLYMPIAD ON PLANET EARTH, come piace loro definirsi. Giunte alla 7ma edizione, le YCO si sono ancora una volta rivelate di grande successo con una risonanza su scala globale.

     Abbiamo incontrato a Londra il Presidente della Federazione Italiana Cuochi UK, lo Chef  Enzo Oliveri, giudice della manifestazione e da sempre un appassionato sostenitore delle Olympiad.

  Chef  Enzo cos’è questa manifestazione e perché te ne sei fatto assiduo sostenitore?  “Questo evento è frutto del lavoro di una organizzazione che guarda al futuro dell’ospitalità con un’ottica globale.” 

  “Le International Young Chef Olympiad – prosegue  Enzo – sono, dalla loro creazione, una piattaforma che, nel pieno del loro processo formativo, consente a giovani chefs provenienti da tutto il mondo di interagire e mostrare il proprio talento. Di crescere, insomma, mettendosi alla prova prima con se stessi e poi con i migliori giovani chefs del mondo”. 

   L’ evento è organizzato dal Comitato del Young Chef Olympiad (YCO) guidato da Suborno Bose, ed è stato creato insieme a David Foskett (MBE CMA), esperto internazionale del mondo dell’ospitalità e Chairman dell’International Hospitality Council che co-organizza la manifestazione. 

   Come avviene la selezione dei partecipanti? “Ogni paese segue dei meccanismi specifici anche se sempre con il preciso obiettivo di offrire un opportunità in presenza di un’eccellenza o di un potenziale talento. In Italia ad esempio, diamo la possibilità al vincitore della Gara Nazionale Istituti Alberghieri, promossa dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, Ministero dell’Università e della Ricerca), di partecipare l’anno successivo alla YCO. La Gara Nazionale Istituti Alberghieri vede presenti i giudici della Federazione Italiana Cuochi che incoronano ogni anno il migliore studente. 

 La scorsa edizione è stata vinta da Jessica Miolo, studentessa dell’ IIS Almerico Da Schio di Vicenza. Jessica è stata quindi la rappresentante italiana alle Olympiad, accompagnata e sostenuta dal suo mentore, Ivan Pintonato. Ho fatto un accordo che permette tutto questo”, continua Enzo, “e Jessica ed Ivan sarebbero dovuti volare in India, dove tradizionalmente si svolgono le gare delle Olympiad. Purtroppo, la pandemia ha cambiato le regole della sfida”.

  Enzo ci spiega che la recente 7a edizione si è dovuta svolgere quest’anno virtualmente a causa della pandemia globale in corso:  “Gli organizzatori hanno comunque voluto non fermarsi nonostante le avversità dei nostri giorni e dopo averci coinvolto, hanno rimodellato l’evento”

  Chef  Oliveri è nel comitato dei giudici, e nella preselezione dei partecipanti non ha fatto mancare il proprio supporto nel ricerca di chefs studenti di altri paesi, ad esempio selezionando il rappresentante per la Guinea Equatoriale. 

“Questa manifestazione viene particolarmente sentita in molti paesi, lo studente selezionato segue spesso un percorso dedicato proprio per esser pronto per questa competizione. In India e nei paesi dell’Asia orientale, la competizione è molto seguita e sono soprattutto gli studenti di questi paesi a potersi concentrare in funzione del risultato delle Olympiad e questa è la ragione della loro grandissima preparazione.”

   “Non c’era mai stata – sottolinea Chef Oliveri – un competizione culinaria virtuale, il challenge è stato notevole. Con gli organizzatori abbiamo dovuto ragionare a lungo ed implementare un qualcosa mai fatto prima. Per le prove abbiamo ricreato, grazie a 4 telecamere (fisse e mobili) adeguatamente posizionate, un ambiente che ha fedelmente riprodotto una cucina reale permettendo a noi giudici di poter attentamente visionare tutte le fasi della preparazione. Sebbene giudicare virtualmente una competizione sul cibo possa sembrare alquanto sfidante, l’intero processo è stato accuratamente strutturato per garantire criteri il più possibile oggettivi e la massima trasparenza.” E poi, Enzo aggiunge, “poiché la degustazione è una parte vitale delle competizioni culinarie, la giuria ha nominato un giudice nazionale, uno chef professionista, per ogni partecipante, che ha assaggiato i piatti e si è coordinato con la giuria, dialogando e valutando i piatti secondo precisi criteri, quali la consistenza, la temperatura, i sapori, l’ uso dei condimenti e verificando altri aspetti secondo le domande via via poste dai giudici. Per toccarne le corde emotive veniva inoltre chiesto al valutatore in loco se lui avrebbe cucinato il piatto in questo modo e se mai lo avrebbe venduto nel tuo ristorante.”

Da sempre le olimpiadi culinarie coinvolgono un giuria di altissima qualità, 23 giudici in totale, con chefs stellati Michelin come Chris Galvin e Brian Turner ed altri rinomati chef di spessore internazionale, altre alla stesso Enzo Oliveri, quali, John Wood, Andreas Muller, Padma Shri e Sanjeev Kapoor. “Ovviamente non basta saper cucinare. I nostri giovani chefs sono stati testati su una varietà di parametri che oltre alla presentazione ed al sapore del piatto, verificavano igiene, sicurezza, tecnica e creatività.”

Enzo, veniamo alla competizione:  “55 studenti chefs con i loro mentori, hanno partecipato alla gara, dovevano esser più numerosi ma alcune delegazioni hanno dovuto cancellare la loro partecipazione per i limiti imposti dal lockdown. Nel primo round, i concorrenti hanno dovuto affrontare varie prove e sono stati divisi in stanze virtuali in base al loro fuso orario. Terminato il primo round, i migliori 10 partecipanti sono stati selezionati per la fase successiva, confrontandosi per il titolo e le medaglie. I partecipanti classificati tra l’11° e il 20° posto si sono anche loro sfidati per il Plate Trophy ed una serie di categorie speciali.”

   Per la cronaca, la rappresentante di Hong Kong, Lee Maan Ki, è stata incoronata Miglior Giovane Chef del 2021, vincendo l’ambito trofeo d’oro ed ottenendo un premio di 10.000 dollari. L’argento è andato a Srijaenthi Natraj degli Emirati Arabi Uniti mentre Jessica Louise Hoskins della Nuova Zelanda ha vinto la medaglia di bronzo.

Oltre ai tre vincitori, le YCO 2021 hanno assegnato altri premi, il Plate Trophy è andato a Andzhela Boeva ​​della Bulgaria…. E l’Italia Enzo? “Noi vinciamo sempre qualcosa. Quest’anno oltre ad esser stati selezionati per il Plate Trophy, la nostra Jessica è stata brava e vicina a vincere l’ importante riconoscimento, poi l’ Italia ha anche vinto uno dei Mentor Awards.

  Chef Enzo, quali sono i prossimi passi verso l’organizzazione della prossima edizione dei YCO? “Presto inizieremo a completare la selezione dei prossimi concorrenti. Quest’anno la selezione per la migliore scuola alberghiera in Italia verrà fatta nella scuola della ragazza che ha vinto la scorsa edizione, l’ IIS Almerico Da Schio di Vicenza. La scuola che ospita non può partecipare alla competizione e sono 40 le scuole alberghiere italiane pronte a partecipare. Seguiamo inoltre con attenzione l’evoluzione della pandemia e per il prossimo anno stiamo lavorando su due sistemi per le Olympiad, per esser pronti con miglioramenti nel caso sia necessario ripetere l’esperienza virtuale o per tornare alla formula originaria che dal punto di vista logistico affronta challenges completamente diverse, snodandosi su varie località indiane. Io e la FIC UK continueremo nel nostro impegno, noi ci stiamo già preparando con incontri frequenti con l’organizzazione e tra di noi giudici. Per il prossimo anno ci aspettiamo un impegno ancora più significativo visto che sicuramente il numero dei partecipanti crescerà ancora così come il livello tecnico dei partecipanti.”

La redazione