A dieci anni esatti dal referendum che ha sancito il divorzio del Regno Unito dall’Unione Europea, Italia Viva – il partito centrista con a capo l’ex-premier Matteo Renzi – ha organizzato una conferenza a Londra su temi che toccano da vicino la carne viva dell’emigrazione italiana in UK: i diritti “in bilico” nella realtà post-Brexit, l’accesso alla cittadinanza per gli expat (fortemente limitata da una riforma dell’anno scorso), i servizi consolari e la rappresentanza politica di una platea italiana che, a livello globale, conta ormai più di sei milioni di persone.
L’evento politico “London Calling – Verso una nuova Casa Riformista in Europa”, organizzato lo scorso 20 giugno alla Primrose Hill Community Association, si è aperto con una riflessione sulle relazioni internazionali da parte del senatore Enrico Borghi, Vice Coordinatore Nazionale di Italia Viva, che ha analizzato gli effetti a lungo termine della separazione da Bruxelles, lanciando un monito chiaro: “La Brexit è la prova che il populismo applicato produce meno sovranità reale e ci rende solo più vulnerabili”. Il senatore ha spiegato che la risposta a queste derive risiede nella costruzione di un’alleanza democratica aperta anche alle energie britanniche, poiché il futuro e la sicurezza del continente non possono prescindere dalla cooperazione strategica tra il Regno Unito e l’Unione Europea.
Il secondo grande scoglio affrontato dai relatori è stato il recente “terremoto normativo” sullo iure sanguinis. Questa riforma limita in modo drastico la trasmissione automatica della cittadinanza al secondo grado ed è stata stigmatizzata dal senatore Ivan Scalfarotto (“È un pasticcio, scritto male e con troppa fretta)”, ha dichiarato il senatore, a giudizio del quale c’è “il rischio di penalizzare legami identitari autentici e profondi”.
Le conclusioni della giornata sono state affidate a Niccolò Querci e Silvia Carrieri, rispettivamente Presidente e Vice Presidente di Italia Viva Europa, che hanno sintetizzato lo spirito della manifestazione mutuando una celebre espressione anglosassone: «La nostra bussola deve essere think global, act local». Querci e Carrieri hanno lanciato un duro atto d’accusa contro l’attuale gestione governativa dei cittadini all’estero, elencando i provvedimenti interpretati come ostili dalla comunità: dalla sospensione dell’indicizzazione delle pensioni per i residenti esteri al dimezzamento degli sgravi fiscali per i rientri, fino all’introduzione dell’imposta IVIE sui beni immobili.
L’evento di Primrose Hill si è chiuso con una parola d’ordine condivisa dalla numerosa platea: “la sfida del riformismo europeo, a dieci anni dalla Brexit, si gioca proprio nelle grandi capitali estere, difendendo i diritti reali di chi ha scelto di vivere fuori dai confini nazionali senza mai smettere di essere italiano”.

