“Parlo un po’ d’italiano. Come ti chiami? Io sono Caterina”. La Principessa del Galles ha dato ancora una volta prova del suo charme a Reggio Emilia dove è andata per la sua prima “Solo Visit” ufficiale all’estero dopo il cancro di natura imprecisata e la chemioterapia che l’hanno tenuta a lungo lontana dagli impegni reali.
Kate è stata il 13 e 14 maggio scorsi in missione nella città emiliana in veste di presidente del Royal Foundation Centre for Early Childhood. Il suo ultimo impegno ufficiale fuori dei patrii confini risaliva al dicembre 2022, quando era stata a Boston assieme all’erede al trono, il marito William.
Obiettivo della missione: conoscere meglio e più in concreto il “Reggio Emilia Approach”, una filosofia educativa per la prima infanzia sviluppata in Italia dopo la seconda guerra mondiale che considera i bambini come individui capaci, curiosi e resilienti e si avvale di un apprendimento esperienziale e autoguidato, basato sugli interessi naturali del bambino, piuttosto che su un curriculum rigido.
La futura regina d’Inghilterra, che ha fondato il Royal Foundation Centre for Early Childhood nel 2021, ha avuto modo di interagire con insegnanti, genitori, bambini, amministratori e rappresentanti del mondo imprenditoriale e i suoi bagni di folla hanno ancora una volta confermato quanto sia popolare anche all’estero: circa tremila persone hanno invaso le strade di Reggio Emilia il 13 maggio – tante al grido di “Kate, Kate!” – quando il 13 maggio ad inizio visita la principessa e’ stata ricevuta in municipio dal sindaco,.
Nella sua “due giorni” emiliana Kate Middleton ha avuto modo di sfoggiare un po’ di italiano (ne ha appreso i rudimenti quando nel 2000 ha vissuto e studiato storia dell’arte a Firenze per qualche mese durante il gap year) soprattutto in occasione dei suoi incontri con i bambini.
La Principessa ha voluto “vedere di persona” come il Reggio Emilia Approach – di cui il Royal Foundation Centre for Early Childhood vuole fare tesoro – crei ambienti in cui la natura e le relazioni umane amorevoli si uniscono per sostenere lo sviluppo dei bambini” nella convinzione che “è in questi primi anni, attraverso l’ambiente naturale e il calore delle relazioni umane, che iniziamo a porre le basi per un futuro resiliente e sano del bambino”.
Sorriso smagliante da pubblicità di dentifricio, “io sono Caterina” e “Wow, è bellissimo” come frasi-talismano in italiano, Kate ha usato la sua prima missione post-tumore all’estero per una serie di “photo opportunità” che hanno fatto il giro del mondo: eccola immortalata mentre in un asilo gioca con il pongo, eccola che parla con bambini molto incuriositi di cotanta celebrità, eccola (poteva mancare in un viaggio in Italia?) che in un agriturismo fa la pasta (per l’esattezza i tortelli).
“In questi due giorni a Reggio Emilia ho passato momenti toccati e indimenticabili. Grazie”, ha poi scritto sui social mentre ritornava in aereo a Londra.


