Contrordine, italiani: la carta d’identità cartacea doveva andare una volta per tutte in pensione lo scorso 3 agosto, come deciso da anni a livello europeo, ma con uni decreto-legge entrato in vigore lo scorso 26 giugno il governo Meloni ne ha prorogato la vita fino alla data di scadenza naturale indicata sul retro del documento.
La proroga (spacciata per “transizione ordinata”) si è resa necessaria perché’ la corsa a farsi la carta d’’identità elettronica (CIE) prima della fatidica deadline del 3 agosto rischiava di mandare al collasso gli sportelli comunali preposti al rilascio creando parecchi problemi.
C’e’ pero’ un grosso ‘caveat’, particolarmente importante per gli expat che finora se ne sono serviti per i viaggi all’estero: il vecchio e glorioso documento cartaceo vale adesso soltanto dentro i confini della Penisola “per determinate finalità e nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i soggetti che erogano pubblici servizi”. Non la si può utilizzare per l’espatrio (nemmeno all’interno dell’Unione Europea) al posto del passaporto o della nuova carta d’identità elettronica (CIE).
La proroga non scongiura però un pericolo potenziale per gli italiani all’estero (in particolare quelli residenti nei Paesi dell’area Schengen) che approfittano di un soggiorno temporaneo in Italia per richiedere la Carta d’Identità Elettronica in un qualsiasi Comune italiano: fanno domanda per la carta elettronica dovendo invalidare quella cartacea e potrebbero non ricevere in tempo la CIE per il ritorno in patria…Quindi, careful!
Proroga o non proroga, il messaggio di fondo comunque non cambia: appena possibile fatevi la CIE, o tramite un qualunque comune in Italia (in teoria si può dallo scorso 1° giugno ma meglio vedere per credere, non tutti sembrano essersi organizzati…) o tramite il vostro consolato di riferimento. Particolare importante per gli italiani in UK: la Carta d’Identità Elettronica è riconosciuta dal Regno Unito e può essere associata al permesso di soggiorno post-Brexit e cioè il pre-settled status o settled status.
“Il provvedimento del Governo – ha indicato l’assessore di Roma ai Servizi Delegati e alle Periferie Pino Battaglia e commenti simili sono arrivati da parte di molti altri municipi – è positivo perché evita disagi ai cittadini e consente di gestire con maggiore serenità questa fase di transizione. È però importante che il messaggio sia chiaro: la Carta d’Identità Elettronica resta il documento verso cui dobbiamo completare il percorso di sostituzione delle vecchie carte cartacee e invitiamo tutti coloro che non ne sono ancora in possesso a richiederla. Allo stesso tempo, i cittadini devono sapere che dal 4 agosto non ci sarà alcuna situazione di emergenza. La misura adottata servirà proprio a garantire una transizione graduale e ordinata, evitando corse dell’ultimo minuto e assicurando continuità nell’accesso ai servizi pubblici”.
Pur essendo un ulteriore simbolo delle difficoltà a cui va quasi sempre incontro la burocrazia italiana nelle congiunture più delicate, il decreto-legge ha avuto un merito indiscutibile : con effetto quasi immediato, dopo che è stato annunciato il 16 giugno, ha ridotto di molto (fino al 50%) le richieste della CIE nei comuni scongiurando quindi che andassero in tilt.
