Con un racconto distopico, intitolato “85%”, Chiara Michela Bottari ha vinto la quinta edizione di MatchPoint, il concorso letterario organizzato da Il Circolo in collaborazione con Londra Scrive. “Ricordi” era il tema di quest’anno.
La giuria l’ha premiata per come in “85%” viene tratteggiato un futuro dove la Memoria Personale ha una capienza limitata e, quando è piena, si va al Centro di Rimozione a “fare un po’ di pulizia”. Uno scenario con sottintesa una sottile critica alla mercificazione delle esperienze umane.
Il concorso è riservato ad autori residenti in UK che scrivono in lingua italiana, e il primo premio è stato presentato a Chiara Michela Bottari dall’ambasciatrice Flaminia Battistelli Cassese, patron de Il Circolo, durante una cerimonia che si è svolta lo scorso 21 ottobre a Casa Italia.
Il secondo premio, consegnato dalla Console Reggente Rossella Gentile, è andato ad Aubrey Talucchi Hill per L’estate che Breznev sbarcò a Lerici: un bambino, un quaderno di Pinocchio e il sospetto che il padre sia una spia russa. La giuria ne ha apprezzato l’ironia e il ritratto dell’infanzia.
Il terzo premio è stato invece assegnato ad Arianna Dessì per Il salto, che è ambientato nel 1957 in una cita’ campana (Nerano) e intreccia realismo e folklore antico con suspense fino all’ultima riga. L’ha ricevuto dalle mani di Simona Spreafico, presidente del Circolo.
Nel corso della serata, condotta da Etta De Benedetti Carnelli e Ornella Tarantola, gli incipit dei tre racconti vincitori sono stati letti da Marco Gambino, attore e drammaturgo, noto anche per ruoli al cinema e in televisione. I tre premiati hanno ricevuto rispettivamente 1000, 500 e 500 sterline offerti da Il Circolo, editing professionale e pubblicazione su Cattedrale – Osservatorio del racconto.
Altissima è stata la partecipazione al concorso 2026: oltre cento gli elaborati recapitati. La giuria ne ha selezionati dodici invitando i rispettivi autori alla serata. In un messaggio registrato Marco Mancassola, presidente della giuria, romanziere, saggista, insegnante alla Scuola Holden di Torino e fondatore di Londra Scrive, ha detto che è stato difficile il lavoro di scelta di fronte all’alta qualità dei racconti ricevuti e che i dodici finalisti si sono distinti in modo particolare per padronanza di linguaggio, narrazione, stile e idee.
Dal canto suo Lorenzo Tamburini ha illustrato brevemente i filoni emersi dai testi che sono stati premiati: memorie familiari, infanzia e formazione, eventi di vita e luoghi, storia e società e un sorprendente versante di fantascienza e racconto distopico.
Sei dei dodici “autori finalisti” hanno ricevuto certificato e buono libri: Luca Viganò (Quel che faccio di notte), Chiara Civardi (Una giornata di sole), Irma Baldo (Re-cordis), Angelo Morganti (Lo scaldaprete), Klea Ceka (La casa gialla) e Anna Negrini (Luminoso ultimo piano).
Le “menzioni speciali”, anch’esse premiate con buono libri, sono andate a Sara Corvino per L’altra, che racconta malattia e perdita senza sentimentalismi; a Marco Toschetti per Sotto il tavolo, originale e dal ritmo coinvolgente; a Laura Landi per Agrume, istantanea di un uomo qualunque nel momento in cui perde se stesso.
Una giuria di “lettori forti “ha scelto il racconto preferito tra i sei finalisti e in questo caso ha vinto Luca Viganò con “Quel che faccio di notte”, un noir con intelligenze artificiali e twist finale, che sembra l’episodio di una serie animata giapponese. A Viganò è stato offerto un soggiorno nel centralissimo albergo The Gore.
La menzione speciale per la Scrittura ha visto premiata Sara Corvino per L’altra, un racconto che parla di una figlia alle prese con una madre ormai da tempo alla deriva nel marasma della demenza. La madre è diventata l’altra, non più sua madre. Un testo struggente, di stile maturo.
Il sipario è calato con l’annuncio dell’edizione 2027: il tema sarà “OSPITI”. Il concorso è aperto a autori che scrivono in lingua italiana residenti nel Regno Unito, il bando sarà pubblicato all’inizio dell’anno prossimo.
