Dallo scorso 29 marzo ITA Airways opera di nuovo sull’aeroporto di Heathrow: con due voli giornalieri per direzione tra Londra e Roma Fiumicino.Una tappa importante perche’ segna il ritorno della compagnia italiana (sotto progressivo controllo dei tedeschi della Lufthansa) sul principale hub britannico, tra i più connessi a livello globale.
Gli orari prevedono partenze da Roma alle 07:50 e alle 13:50, con arrivo a Londra rispettivamente alle 09:40 e alle 15:40; in senso inverso, i voli decollano da Heathrow alle 10:30 e alle 16:30, con arrivo a Fiumicino alle 14:10 e alle 20:10. La doppia frequenza giornaliera è pensata per offrire maggiore flessibilità, sia per i viaggi d’affari sia per quelli turistici, consentendo spostamenti in giornata e una più ampia possibilità di combinazione degli orari.
Il ritorno su Heathrow (dopo che negli ultimi anni la sua base londinese è stata il City Airport) è stato reso possibile grazie a Lufthansa che ha consentito alla compagna nata sulle ceneri dell’Alitalia di ottenere gli slot necessari in uno degli aeroporti più congestionati e competitivi d’Europa. La presenza sullo scalo londinese permette inoltre alla compagnia di operare con aeromobili di maggiore capacità e di incrementare il volume di passeggeri e ricavi.
Il collegamento tra Roma e Londra è tra i più rilevanti del traffico europeo, sostenuto da intensi flussi economici e turistici tra Italia e Regno Unito. Come spiegato da Carla Catuogno, Head of Europe Sales Region di ITA Airways, l’obiettivo è intercettare una domanda in crescita, in particolare per i viaggi di breve durata e per il traffico corporate.
L’operazione si inserisce in una strategia più ampia di sviluppo del network della compagnia. Da un lato, l’hub di Roma Fiumicino rafforza il proprio ruolo di porta d’accesso verso le destinazioni intercontinentali; dall’altro, Heathrow si conferma snodo centrale per i collegamenti globali. Per la stagione estiva 2026, ITA Airways prevede un’offerta complessiva di 72 destinazioni, tra rotte domestiche, internazionali e intercontinentali.
Emanuele Piva
