Nei confronti dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo l’Italia ha un approccio “orientato a una gestione pragmatica e strutturale”, coniuga “realismo e visione strategica” e si sforza di integrare cooperazione economica, sicurezza e partenariati di lungo periodo.
Questo il messaggio di fondo lanciato da un seminario – “The Mediterranean and Italy’s role: challenges and opportuniste in 2026” ospitato lo scorso 3 marzo dall’Ambasciata d’Italia a Londra.

Nell’introdurre i lavori, l’ambasciatore Inigo Lambertini ha evidenziato il ruolo del quadrante mediterraneo come spazio di proiezione dell’azione esterna dell’Italia, sottolineando come lo stesso rappresenti un crocevia di corridoi energetici, scambi commerciali e mobilità umana. In tale prospettiva, ha indicato l’ambasciatore, strumenti come il Piano Mattei per l’Africa e il Processo di Roma su sviluppo e migrazioni “traducono in azione concreta la visione italiana, promuovendo investimenti, creazione di occupazione e meccanismi di rafforzamento istituzionale nei Paesi partner per affrontare le cause profonde dei fenomeni migratori”.
La successiva discussione ha offerto un’analisi articolata del significato geopolitico del Mediterraneo nell’attuale contesto internazionale. Nel corso del panel, analisti italiani e britannici hanno approfondito il nesso tra sicurezza e sviluppo della Regione, soffermandosi sulle sfide energetiche e demografiche e sulle correlate opportunità di crescita per i Paesi del bacino del Mediterraneo.
