Il presidente americano Donald Trump riporta in auge il povero Cristoforo Colombo, negli ultimi anni bistrattato dalla cultura “cancel/woke” di sinistra perché scoprendo l’America avrebbe aperto le porte a mali di ogni tipo, schiavismo in testa.
“Cristoforo Colombo è stato un vero eroe americano e ogni cittadino è eternamente debitore della sua instancabile determinazione”, ha dichiarato Trump che ha ripristinato la festa del “Columbus Day” (il secondo lunedì di ottobre) in onore del leggendario navigatore genovese.
“I radicali di sinistra – ha accusato il capo della Casa Bianca – hanno abbattuto le sue statue, vandalizzato i suoi monumenti, macchiato la sua reputazione e cercato di esiliarlo dai nostri spazi pubblici. Sotto la mia guida, quei giorni sono finalmente finiti…Riconosciamo il contributo degli innumerevoli italoamericani che, come Colombo, hanno contribuito enormemente alla nostra cultura e al nostro stile di vita. Ancora oggi, gli Stati Uniti e l’Italia condividono un legame speciale, radicato nei valori senza tempo della fede, della famiglia e della libertà”.
“Columbus Day, siamo tornati. Amiamo gli italiani”, ha poi aggiunto Trump parlando con i giornalisti.
A stretto giro di social la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha ringraziato Trump “per aver ripristinato il Columbus Day e per aver così ricordato che la storia non si cancella” ribadendo “il legame antico che unisce le nostre due Nazioni e che entrambi intendiamo rafforzare, anche grazie al prezioso contributo dell’orgogliosa comunità italo-americana”.
“Un sentito grazie al presidente americano Donald Trump per aver ripristinato il Columbus Day, contro i rigurgiti woke e anti italiani degli ultimi anni: Mirko Tremaglia da lassù ne sarebbe orgoglioso”, ha commentato dal canto il senatore Roberto Menia, responsabile del dipartimento italiani all’estero di Fratelli d’Italia (il psrtito della Meloni), menzionando il defunto co-fondatore del Msi che nel 2001 (con la Legge Tremaglia) estese il diritto di voto agli italiani all’estero.
“Nell’ultimo lustro – ha lamentato Menia – siamo stati costretti ad assistere a pagine terribili dell’italianità nel mondo, come il dileggio e la distruzione di alcune statue di Colombo in nome di una non meglio precisata foga anti storica. Qualcuno, mosso dall’ideologia woke, si è sentito in dovere di riscrivere la storia e di individuare nel navigatore italiano il male dei mali”.
In difesa di Colombo era già sceso due anni fa l’allora sindaco di Genova Marco Bucci secondo cui il grande navigatore ha il merito eterno di aver scoperto il Mondo Nuovo e se poi le cose sono andate storte per le popolazioni indigene massacrate, schiavizzate, ridotte in povertà non è di certo colpa sua.
“Non era uno schiavista e non era certamente uno che ha soppresso intere generazioni come hanno fatto i conquistadores che sono venuti dopo di lui. Queste sono letture distorte della realtà”, aveva sottolineato Bucci, attuale governatore della regione Liguria.

