Lo chiamano “il dilemma del lunedì”: che fare il primo giorno della settimana lavorativa? Ufficio o smart working?
Secondo un’indagine condotta da Robert Walters Italia, esistono due antitetiche scuole di pensiero su come affrontare al meglio l’inizio della settimana: da un lato c’è chi vede la presenza in ufficio come un’opportunità per organizzarsi e collaborare meglio, dall’altro chi preferisce invece iniziare in modo più dolce e graduale, lavorando da casa.
Tradizionalmente considerato il giorno chiave per pianificare e impostare il lavoro, il lunedì sta cambiando volto con l’affermarsi dei modelli ibridi. Dallo studio emerge che il 54% dei professionisti italiani lavora abitualmente in ufficio il lunedì con soddisfazione, mentre il 40% mantiene una gestione flessibile. Solo una piccola parte (3%) ha sperimentato il rientro fisso in sede senza risultati positivi — segnale che molte organizzazioni stanno ancora cercando la formula più efficace per conciliare collaborazione e autonomia.
Per il 24% dei lavoratori, il lunedì rimane il giorno che dà slancio e ritmo alla settimana, anche se il martedì (40%) e il mercoledì (29%) vengono percepiti come i momenti più produttivi.
L’indagine conferma che il lavoro ibrido rimane un modello in evoluzione. Quasi la metà delle aziende italiane (40%) adotta ancora giornate flessibili, mentre il 54% richiede la presenza fissa il lunedì.
In prospettiva, la capacità di conciliare produttività, engagement e benessere sarà uno dei principali fattori di competitività aziendale. La flessibilità continuerà a rappresentare una leva strategica per attrarre e trattenere i migliori talenti. Il lunedì, pur restando una giornata simbolicamente centrale, dovrà evolvere da “giorno dell’obbligo” a “giorno di scelta” — un momento in cui le persone possano sentirsi motivate, coinvolte e realmente produttive, indipendentemente da dove lavorano.
Dal punto di vista dei datori di lavoro, emerge un approccio sempre più orientato a giornate fai-da-te. Per incentivare la presenza in ufficio, il 45% delle aziende punta su orari di ingresso flessibili, mentre il 24% organizza riunioni di team e il 15% propone incentivi come colazioni o attività dedicate. Parallelamente, cresce l’attenzione verso chi preferisce un inizio più graduale: il 70% delle imprese offre opzioni di lavoro da remoto, e quasi una su cinque (19%) adotta orari di lavoro personalizzabili. Alla luce di preferenze tanto diversificate, le organizzazioni si trovano a dover ripensare il concetto stesso di produttività.
Invece di imporre un modello unico, la chiave è la sperimentazione: monitorare le abitudini, ascoltare i feedback dei collaboratori e identificare soluzioni che valorizzino sia l’efficienza del team sia il benessere individuale. “Le aziende – commenta Walter Papotti, Country Manager di Robert Walters Italia – devono saper bilanciare la collaborazione strutturata in sede con l’autonomia che i professionisti oggi ricercano. Se il lunedì si conferma un giorno utile per coordinarsi, è importante garantire la flessibilità necessaria per adattarsi alle diverse esigenze. Iniziative di team building, momenti di condivisione e politiche di lavoro agili possono rappresentare strumenti decisivi per mantenere alto il coinvolgimento e la motivazione.”
