Un recente studio propone una nuova e suggestiva localizzazione del paesaggio italiano raffigurato in un dipinto incompiuto di William Turner risalente al 1818 e conservato alla Tate Britain di Londra: non si tratta di una vista su Civita di Bagnoregio come finora ipotizzato ma di Blera, in Provincia di Viterbo.
La nuova identificazione è il frutto di un’indagine, condotta da Mauro Bernabei, ricercatore dell’Istituto per la Bioeconomia del Cnr, in collaborazione con Stefano Celletti, direttore del Parco Naturale Marturanum di Barbarano Romano (Viterbo), e pubblicata sul ‘Journal of Cultural Heritage’.
“Il luogo dipinto da William Turner era stato identificato come Civita di Bagnoregio (o forse Pitigliano), anche se dubitativamente. Le analogie tra la composizione pittorica e il paesaggio reale di Blera sono numerose e dettagliate: dalla conformazione a ‘W’ delle valli, alla posizione del ponte e del sentiero, fino alla prospettiva adottata da Turner”, dice Bernabei. “Grazie a fonti storiche, abbiamo potuto ricostruire – spiega – l’ambiente così com’era all’inizio dell’Ottocento, confermando la plausibilità della nostra ipotesi. Inizialmente, è stato ripercorso virtualmente il viaggio in Italia di Turner nel 1828; quindi, è stato utilizzato un approccio multistrato che combina l’osservazione geomorfologica, l’analisi delle immagini storiche e la corrispondenza dei riferimenti topografici”.
Joseph Mallord William Turner (1775-1851) è considerato uno dei maggiori paesaggisti del Romanticismo. È noto come il “pittore della luce” per il suo uso innovativo del colore e per aver creato atmosfere rarefatte che uniscono realtà e sogno, anticipando l’Impressionismo e l’Astrattismo. Visitò più volte l’Italia alla ricerca di fonti d’ispirazione per la luce e il colore. Dei suoi viaggi sono prova i numerosi quaderni di schizzi che ritraggono varie città italiane. Proprio nel 1828, anno in cui venne realizzato il dipinto, Turner visitò la Tuscia. I suoi quaderni di schizzi raffigurano vedute di Viterbo, Nepi, Ronciglione, Montefiascone, Caprarola, località non distanti da Blera. Una raccolta di questi schizzi è visibile sul sito della Tate Britain di Londra. È noto, tra l’altro, che il Ponte del Diavolo a Blera era una tappa importante per i viaggiatori del Grand Tour diretti a Roma attraverso la Tuscia.
Il Ponte del Diavolo, probabilmente di epoca romana, si trova lungo l’antica via Clodia ed è immerso in un contesto paesaggistico di grande suggestione, già descritto con entusiasmo dall’esploratore inglese George Dennis nel 1842. “Questa scoperta – Sottolinea dal canto suo Stefano Celletti – valorizza ulteriormente il patrimonio storico e naturale della Tuscia. È un’occasione straordinaria per promuovere il territorio attraverso l’arte e la storia e per rafforzare il legame tra paesaggio e identità culturale”.
Lo studio sul dipinto, esposto alle Tate Gallery con la dicitura “Italian Landscape, probably Civita di Bagnoregio” unisce arte, geografia e tecnologia e apre nuove prospettive sulla conoscenza dell’opera di Turner e sul suo rapporto con l’Italia, in particolare con le aree della provincia viterbese.
