Napoli, di sicuro una delle metropoli più antiche e affascinanti d’Europa, celebra un traguardo storico di straordinaria importanza: il suo 2500° anniversario dalla fondazione.
I festeggiamenti sono partiti lo scorso marzo e andranno avanti fino al prossimo gennaio: più di 2500 gli eventi messi in cantiere per rendere omaggio all’ inestimabile patrimonio storico, artistico, scientifico e identitario della città partenopea. Dalle rievocazioni storiche agli spettacoli contemporanei, dalle mostre inedite alle collaborazioni internazionali, così come previsto dal progetto “Napoli Millenaria” messo a punto dal Comune.
Tra gli appuntamenti principali figurano mostre al Palazzo Reale e all’Archivio di Stato, il docufilm “VELE” sulle Vele di Scampia, la creazione di un nuovo inno sonoro “NAPULE È MILLENARIA”, e un cartoon animato su Neapolis.
Sebbene le celebrazioni del 2025 commemorano i 2500 anni dalla fondazione di Neapolis nel 475 a.C. ad opera dei coloni greci provenienti da Cuma, le origini della città sono in effetti ancora più antiche. Già nel IX secolo a.C. esisteva Partenope, un primo insediamento greco situato sulle sponde dell’isolotto di Megaride, l’attuale Castel dell’Ovo.
Secondo la leggenda, la città deve il suo nome alla sirena Partenope che, disperata per il fallimento nel sedurre Ulisse con il suo canto, si gettò tra le onde del Golfo trovando la morte sulle sue coste.
La realtà storica narra invece che Partenope fu fondata da coloni greci attratti dalla posizione strategica e dal clima favorevole. In seguito alla sua decadenza, gli abitanti di Cuma fondarono Neapolis, la “città nuova”, dotandola di un impianto urbanistico razionale che ancora oggi è visibile nel centro storico.
Con il passare dei secoli, Napoli divenne un crocevia di culture e un punto di riferimento nel Mediterraneo, assumendo il ruolo di capitale di importanti regni, come quello angioino e borbonico.
Per onorare degnamente questo importante anniversario, il Comune di Napoli, in collaborazione con oltre 80 enti, istituzioni culturali, università e realtà del territorio, ma anche importanti centri internazionali, ha dato vita ad un programma “aperto, partecipativo, dinamico e in continua evoluzione”, articolato in una raffica ininterrotta di momenti proposti nel corso di un intero anno, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente la città e i suoi visitatori.
I festeggiamenti per i 2500 anni di Napoli sono ufficialmente incominciati lo scorso 25 marzo 2025 al Teatro di San Carlo con la proiezione dell’adattamento televisivo di “Napoli milionaria!” di Eduardo De Filippo, esattamente 80 anni dopo la prima messa in scena dell’opera.
Nel quadro delle celebrazioni a e’ stata anche messa a punto una app che “trasforma le strade di Napoli in un paesaggio musicale urbano: consente di camminare per la città e ascoltare, grazie alla geolocalizzazione, incisioni musicali storiche legate ai luoghi attraversati”. Case, teatri, café-chantant, conservatori e strade diventano porte d’accesso a voci e musiche registrate a partire dalla fine dell’Ottocento. Un viaggio che intreccia memoria e tecnologia, restituendo alla città le testimonianze di poeti, cantanti e musicisti tra il 1896 e il 1940 – da Libero Bovio a Salvatore Di Giacomo, da Elvira Donnarumma a Raffaele Viviani – e trasformando Napoli in un museo sonoro diffuso, racchiuso in un enorme jukebox storico a cielo aperto. Alla base del progetto c’è la collezione privata di circa 12.000 dischi a 78 giri raccolti da Mauro Gioia, ideatore del progetto, in oltre quarant’anni di ricerca.
“Ho cominciato a collezionare dischi a 78 giri da ragazzo. Per anni – racconta Gioia – li ho custoditi gelosamente, poi ho deciso di condividere questa passione. App Sirena è il sogno di trasformare Napoli in un museo sonoro diffuso, accessibile a tutti, grazie al Comune di Napoli. Camminare per la città ascoltando le voci del passato significa riattivare una memoria collettiva e restituirla al presente”.
