
PIANTE MEDICINALI, AROMATICHE E DA PROFUMO: LE PIANTE OFFICINALI
A cura di Costanza Vascotto
Da orticultrice ho una simpatia particolare per le piante officinali perché, considerato il mio percorso di studi universitari che mi ha portato alla specializzazione in biologia delle piante, ho avuto l’occasione di approfondire le proprietà di queste piante -non sempre conosciute nei dettagli- che hanno varie applicazioni nelle realtà alimentare, cosmetica, terapeutica.
Nome scientifico: Moringa oleifera Lam. (1785)
Nome comune: Moringa, Albero del rafano, Albero miracoloso, Albero della vita
Nomi popolari: Shigru, Drumstick tree, Benzolive, Saijhan, Murungai
Famiglia botanica: Moringaceae
Pianta sempreverde o semi-caducifoglia dal portamento arboreo. È considerata una delle piante più nutrienti al mondo e viene spesso definita “l’albero della vita” per l’eccezionale concentrazione di principi attivi contenuti in foglie, radici, fiori, semi e frutti. Può raggiungere i 10-12 metri d’altezza, con un fusto sottile e ramificato, di corteccia chiara e spugnosa. Le foglie -di un colore verde chiaro e dalla forma ovale- sono composte e imparipennate, costituite da piccole foglioline disposte in modo ordinato lungo un rachide centrale. Durante la stagione calda, la Moringa si ricopre di fiori bianchi od avorio, delicatamente profumati, che ricordano vagamente quelli del gelsomino. Questi si sviluppano in pannocchie pendenti e sono seguiti da lunghi baccelli penduli (da cui il nome inglese “drumstick tree”), contenenti i semi neri e tondeggianti, simili a piccoli fagioli alati. Le radicihanno un aroma e un gusto piccante simile al rafano, mentre i semisono ricchi di olio, molto utilizzato sia in cucina sia in cosmetica.
Origine. L’albero della vita è originario dalle regioni pedemontane dell’Himalaya, in India Settentrionale ma oggi è diffuso e coltivato in tutte le zone tropicali e subtropicali del pianeta: Africa, Sud-Est Asiatico, America Centrale e Meridionale, nonché nel bacino del Mediterraneo dove si adatta ai climi più miti.
Habitat e coltivazione. La Moringa è estremamente rustica e resistente alla siccità, cresce bene nei terreni sabbiosi o ghiaiosi -ben drenati e poveri di nutrienti- con un’esposizione soleggiata. Per via della sua origine, predilige le regioni a clima tropicale o subtropicale ma può adattarsi anche a climi più temperati purché le temperature non scendano sotto i 5°C. Non richiede particolari cure colturali: un vero esempio di sostenibilità naturale!
Parti usate. Dell’albero della vita si utilizza praticamente tutto: foglie, fiori, baccelli, semi, radici. Ovvero: le foglie (fresche o essiccate) sono la parte più ricca di nutrienti e vengono usate in infusi, polveri o estratti; i semi (tostati o in olio) sono impiegati in cucina o nella cosmesi; i fiori vengono consumati fritti o aggiunti a piatti tradizionali nei paesi d’origine; le radici (dal gusto pungente) sono utilizzate per preparare decotti tonici e stimolanti.
Principi attivi. Moringa oleifera è considerata un “superfood naturale” grazie al suo altissimo contenuto di nutrienti: aminoacidi essenziali (ben 9 su 10), antiossidanti naturali (flavonoidi, polifenoli, acido ascorbico), minerali (ferro, calcio, potassio, magnesio, zinco), omega-3 e Omega-6, proteine vegetali (fino al 25%) e vitamine (A, C, E, K e del gruppo B).
Proprietà ed alcuni usi. Fin dai tempi antichi, questa pianta era nota nelle civiltà indiane ed egiziane per le sue proprietà curative e nutritive: gli Egizi la usavano per produrre oli ed unguenti destinati alla cura della pelle, mentre nella medicina ayurvedica veniva (e viene tuttora) impiegata per trattare più di 300 disturbi. Oggi viene studiata ed utilizzata come integratore naturale per sostenere l’organismo nei periodi di stress, stanchezza e carenza nutrizionale. Grazie alla vitamina C ed agli antiossidanti, questa pianta è in grado di rafforzare le difese naturali del corpo. Al tempo stesso, combatte i radicali liberi e riduce gli stati infiammatori cronici. Nondimeno, favorisce la digestione e l’eliminazione delle tossine. Serve anche in caso di affaticamento fisico e mentale. In aggiunta, la si adopera come un potente ipoglicemizzante eper il fatto che contribuisce a regolare i livelli di zuccheri e grassi nel sangue. Non dobbiamo, infine, scordare il suo uso cosmetico, in particolare l’olio di Moringa, noto anche come “olio di Ben”, diventa prezioso per la pelle e i capelli per le sue proprietà idratanti, elasticizzanti ed antietà.
In cucina. Le foglie di Moringa, dal gusto leggermente amarognolo e simile agli spinaci, possono essere consumate crude in insalata, cotte come verdura o aggiunte a zuppe e minestre. I semi, leggermente tostati, si gustano come snack o condimento.
Una ricetta salutare consiste nella “Bevanda energizzante alla Moringa”.
Ingredienti: 1 cucchiaio di foglie di Moringa in polvere (oppure 2 cucchiai di foglie secche tritate); 200 ml di latte vegetale (soia, avena, mandorla o cocco – a piacere); ½ banana matura (opzionale, per rendere la bevanda più cremosa e dolce); 1 cucchiaino di miele o sciroppo d’agave; qualche cubetto di ghiaccio (se si predilige fredda):
- Si scalda leggermente il latte vegetale (per una bevanda tiepida) oppure si può lasciarlo freddo per una versione estiva;
- si aggiunge la polvere di Moringa al latte e si mescola energicamente con una frusta o uno shaker finché non è ben sciolta. Se si usano le foglie secche, bisogna filtrarle dopo 10 minuti di infusione in acqua calda prima di aggiungere il liquido alla bevanda;
- si unisce la banana e il miele, poi si frulla tutto per 20–30 secondi, fino ad ottenere un composto omogeneo e spumoso;
- Si versa infine in un bicchiere, aggiungendo eventualmente ghiaccio e decorando con una foglia di menta o con una spolverata di cannella.
Curiosità. Il nome Moringa deriva dal tamil “murungai”, che significa “baccello lungo e attorcigliato”, in riferimento alla forma dei suoi frutti. L’epiteto oleifera, dal latino oleum (olio) e fero (portare), significa “che porta olio”, richiamando la ricchezza dei semi da cui si ottiene il prezioso olio di Ben, noto sin dall’antico Egitto. Considerata in Africa e in Asia una pianta della sopravvivenza, la Moringa cresce anche nei terreni più aridi, offrendo cibo, acqua e rimedi naturali; per questo l’ONU e la FAO la promuovono come risorsa contro la malnutrizione.
