A cura di Costanza Vascotto – costy.vascotto@gmail.com
La galega, preziosa pianta anti-glicemia per medicina tradizionale

Da orticultrice ho una simpatia particolare per le piante officinali perché, considerato il mio percorso di studi universitari che mi ha portato alla specializzazione in biologia delle piante, ho avuto l’occasione di approfondire le proprietà di queste piante -non sempre conosciute nei dettagli- che hanno varie applicazioni nelle realtà alimentare, cosmetica, terapeutica.
Nome scientifico: Galegaofficinalis, L.
Nome comune: Galega
Nome comune in inglese: Goat’s rue
Nomi popolari: Avanese, Capraggine, Castracani, Rutacapraria, Vezzon
Famiglia botanica: Fabaceae
Pianta erbacea perenne, non troppo ingombrante ma comunque capace di farsi notare. Può arrivare fino a 120-150 cm di altezza, formando cespugli ordinati e piuttosto compatti. I suoi fusti sono cavi ed eretti e portano tante piccole foglie allungate, con la punta affilata e i bordi lisci. Il colore è un bel verde tendente al blu, leggermente più chiaro nella parte inferiore. Da maggio ad agosto – e nelle zone con clima mite anche fino all’autunno – la galega si ricopre di fiori, diventando ancora più decorativa. I fiori, di forma elegante, possono essere azzurri, bianchi o lilla e crescono riuniti in grappoli sottili, posizionati in cima ai rami. Dopo la fioritura compaio noi frutti: piccoli baccelli lisci e allungati che contengono 2-3 semi.
Origine. Questa pianta proviene principalmente dal Medio Oriente ma nel tempo ha viaggiato parecchio. Si è diffusa in gran parte dell’Europa, dall’Italia alla Francia, dalla Spagna alla Polonia, fino alla Russia Sud-Orientale, arrivando anche in Grecia, Turchia e Azerbaigian. La troviamo pure in Asia Occidentale, in Marocco e Algeria, in Sud America, in Pakistan e persino in Nuova Zelanda. Un episodio curioso riguarda la sua introduzione negli Stati Uniti nel 1891: fu portata come possibile pianta foraggera ma si adattò così bene da comportarsi come infestante! Oggi infatti è inserita nella lista delle specie invasive in alcune zone degli USA.
Habitat. La galega ama i terreni freschi e profondi, che mantengono un po’ di umidità ma senza ristagni. Preferisce il sole ma può vivere anche in mezz’ombra. In natura la si incontra facilmente lungo gli argini dei fiumi, nei fossati, nei prati umidi e nelle zone incolte. È rustica e non teme gli inverni freddi, purché il suolo non sia completamente asciutto per lunghi periodi.
Parti usate. In fitoterapia si usano soprattutto le sommità fiorite e i semi. Le sommità si raccolgono nel pieno della fioritura, tra giugno e luglio, tagliando la pianta a pochi centimetri dal suolo. Per mantenere intatte le sue proprietà, la si fa essiccare all’ombra, in un luogo ben ventilato. Una volta secca, si conserva in contenitori chiusi, lontano da luce e umidità. I semi, invece, si raccolgono quando i baccelli sono maturi e si essiccano nello stesso modo.
Principi attivi. L’ingrediente principale che ha reso famosa la galega è la galegina, una sostanza in grado di abbassare i livelli di zucchero nel sangue. Oltre a questa, la pianta contiene flavonoidi, saponine, tannini, acidi organici, sostanze amare e tracce di olio essenziale. Questa combinazione di elementi è alla base delle sue numerose proprietà.
Proprietà ed usi. Fin dall’antichità la galega è stata considerata una pianta preziosa. Nel Medioevo, per esempio, veniva coltivata nei giardini dei monasteri sia come rimedio naturale sia come pianta mellifera (molto amata dalle api). Alcune delle proprietà più importanti che le sono state attribuite nel tempo sono: galattogoghe (aumenta la produzione di latte nelle madri che allattano), ipoglicemizzanti (agisce favorendo una riduzione della glicemia, motivo per cui la pianta è stata usata a lungo nella medicina popolare per il trattamento del diabete), diuretiche e depurative (favorisce la diuresi e depura l’organismo, aiutando a eliminare liquidi e tossine), toniche (dona energia, migliorando il tono generale in periodi di stanchezza).
Le sommità fiorite si possono usare per preparare tisane mentre i semi sono adatti per decotti. Ad esempio, per un infuso con effetto leggermente ipoglicemizzante o galattogogo, basta mettere 1 g di sommità fiorite essiccate in 150 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 5-7 minuti e filtrare. Si può bere 1-2 volte al giorno ma sempre sotto consiglio di un professionista, perché la pianta può essere tossica se assunta in dosi eccessive o per periodi prolungati.
Controindicazioni. La Galegaofficinalis, pur avendo molte qualità, va usata con cautela. Non è indicata in gravidanza, per chi soffre di glicemia bassa o per chi assume già farmaci contro il diabete (per evitare cali eccessivi di zuccheri nel sangue). Le dosi elevate o l’usoprolungato possono essere pericolosi per via della presenza di alcaloidi. È bene evitare la pianta anche in caso di allergia ai suoi componenti.
Curiosità. Il nome “Galega” viene dal greco gala (latte) e ago (produrre), in riferimento alla sua fama di stimolare la produzione di latte nelle nutrici. Il nome popolare “capraggine”, invece, rimanda a un uso tradizionale: un tempo si credeva che questa pianta fosse un ottimo foraggio per le capre e che le aiutasse a crescere e ingrassare rapidamente. Oggi sappiamo che, se consumata in grandi quantità, può risultare tossica anche per loro, e per questo l’uso alimentare negli animali è ormai molto limitato. Ma la storia più affascinante della galegari guarda la galegina, una sostanza studiata a partire dal XIX secolo che ha ispirato la creazione della metformina, uno dei farmaci più prescritti al mondo contro il diabete di tipo 2. È un esempio perfetto di come dalla tradizione erboristica possano nascere soluzioni mediche moderne e sicure. Inoltre, in passato, nelle campagne, le foglie giovani venivano offerte al bestiame (con prudenza), mentre oggi la pianta è apprezzata soprattutto nei giardini naturalistici. I suoi fiori delicati e ricchi di nettare attirano api e farfalle, regalando movimento e colore per tutta l’estate.

