L’architettura contemporanea non può più limitarsi a essere un gesto formale o un esercizio estetico. Oggi, costruire significa confrontarsi con le risorse del pianeta, con il patrimonio culturale e con il bisogno universale di bellezza. Significa progettare edifici che non separino l’uomo dalla natura, ma che lo riconnettano a essa, generando luoghi in cui vivere, lavorare e incontrarsi diventa un’esperienza profonda e significativa.
I nuovi materiali rappresentano una delle chiavi più affascinanti di questo dialogo. Il legno lamellare e rigenerato, capace di unire leggerezza e resistenza. Il calcestruzzo riciclato, che dà nuova vita a ciò che sembrava scarto. I rivestimenti in pietra locale, che raccontano l’identità dei territori. I biopolimeri e i materiali a base di micelio, che aprono a un futuro dove architettura e biologia si incontrano. Ogni scelta materica diventa così un atto culturale, tecnico ed etico, che plasma l’esperienza sensoriale dello spazio.
Progettare con questa consapevolezza significa superare la convenzionalità, non cercando edifici neutri, destinati a confondersi, ma luoghi unici, riconoscibili, capaci di appartenere al tempo e al luogo in cui sorgono. Ogni progetto è un laboratorio di ricerca, dove la materia dialoga con la luce, con il paesaggio e con la storia urbana che lo circonda.
La sostenibilità non è un semplice parametro tecnico: è un valore estetico e culturale. È la capacità di creare architetture che durano nel tempo non solo perché efficienti, ma perché amate da chi le vive. L’architettura sostenibile è dunque poesia concreta: materia che respira, che evolve, che accoglie.
È fondamentale rispettare e reinterpretare l’eredità del passato e i progetti devono sempre intrecciare memoria e innovazione, preservando la bellezza storica e al tempo stesso spingendo lo sguardo verso il futuro.
La vera sfida dell’architettura oggi è questa: immaginare spazi che siano al contempo responsabili e visionari, radicati e rivoluzionari, sostenibili e poetici. Solo così l’edificio smette di essere un oggetto isolato e diventa ciò che deve sempre essere stato: un atto di vita, un respiro condiviso con l’umanità e con la natura.
Natalia Giacomino ARB and RIBA Architect

