Il miglior ristorante d’Italia è il Lido 84 di Gardone Riviera, secondo la classifica dei “World’s 50 Best Restaurants 2025” annunciata lo scorso 19 giugno a Torino.
“Lido 84 serve la quintessenza della cucina italiana, ma non come la conoscete. Anni di ricerca di ingredienti locali, antichi ricettari e tecniche di cucina internazionali, uniti a una passione per l’arte in tutte le sue forme e a una profonda convinzione di mettere il cliente al primo posto, hanno trasformato il ristorante di Riccardo e Giancarlo Camanini in un capolavoro”, indica la giuria internazionale che ha compilato la hit parade e ha piazzato il ristorante di Gardone Riviera in provincia di Brescia al sedicesimo posto.
Altri tre ristoranti della Penisola sono entrati nella lista Top-50: l’ Atelier Moessmer Norbert Niederkofler di Brunico in provincia di Bolzano al ventesimo posto (si loda lo chef Norbert Niederkofler per la sua consolidata “filosofia” sulla cucina di montagna “che prevede l’utilizzo esclusivo di ingredienti del terroir tirolese di altissima qualità” ed è “orientata alla sostenibilità”) mentre Piazza Duomo ad Alba nelle Langhe piemontesi è conquistata la trentesima posizione grazie alla cucina di Enrico Crippa che “è un viaggio nello spazio e nel tempo, guidato da gusto, colore, consistenza e aroma” e “si sposa perfettamente con l’ambiente unico offerto dall’edificio storico che ospita il ristorante”.
Al trentunesimo posto troviamo poi “Le Calandre” di Rubano in provincia di Padova dove cenare “significa assaporare un assaggio della storia culinaria italiana” e dove lo chef Massimiliano e il maître d’albergo Raffaele Alajmo, i fratelli Max e Raf, hanno trasformato il locale “non solo in un’icona dell’innovazione gastronomica, ma anche nel pilastro portante del Gruppo Alajmo, che ora comprende 12 ristoranti in tre Paesi”.
Nella Hit parade Londra vanta due locali: Ikoyi (15esimo) dove Jeremy Chan – che lo ha aperto nel 2017 assieme all’amico Iré Hassan-Odukale “ha creato uno stile culinario che sfida ogni categorizzazione: raccoglie erbe e spezie dall’Africa e dall’Asia, prende in prestito tecniche da tutto il mondo e si rifornisce di proteine e prodotti freschi dal Regno Unito e dalle sue acque”. E poi – 49esimo – Kol, aperto nel 2020 da Santiago Lastra “con l’obiettivo di produrre autentico cibo messicano utilizzando prevalentemente ingredienti britannici”. Il podio del miglior ristorante al mondo è stato invece assegnato ad un ristorante che si trova a Lima, la capitale del Peru’: Maido, che “fa sempre più riferimento a ingredienti e tradizioni della vasta Amazzonia peruviana, con portate come il fagottino giallo in miniatura di guanciale di maiale e cuore di palma che richiama un alimento base della foresta pluviale, spuntini a base di “prosciutto” fatto con pesce psiche sostenibile e yucca servita con fagioli amazzonici
