A partire dal gennaio 2024 il governo Meloni ha accorpato le regioni del Mezzogiorno in un’unica Zona Economica Speciale (ZES), con importanti agevolazioni e incentivi per gli investitori.
Quest’iniziativa, finanziata per il 2026 con 2,3 miliardi di euro, è stata lo scorso 12 febbraio al centro di un evento all’ambasciata d’Italia a Londra. Obiettivo: farla meglio conoscere a operatori britannici e internazionali della City.
Si è partiti da un primo punto fermo: il Mezzogiorno è “un polo logistico leader nel Mediterraneo, con un ecosistema innovativo e competitivo, una forza lavoro altamente qualificata e sostenuto da incentivi fiscali altamente vantaggiosi e semplificazioni amministrative”.
L’evento – aperto dal Vice Capo Missione a Londa, Riccardo Smimmo – si è articolato in due sessioni. Nella prima sono state esplorate le ragioni per cui il Sud e il Centro Italia sono attrattivi per le imprese ed è stata fornita una panoramica della nuova struttura della ZES Unica.
“Le regioni del Sud Italia, tra il 2019 e il 2024, hanno registrato – ha indicato Massimo Deandreis, General Manager di SRM (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) – un aumento del PIL del 7,7%, circa due punti sopra la media nazionale. Il cosiddetto Mezzogiorno sta crescendo grazie a un mix di attività manifatturiere, un ecosistema positivo con università e centri di ricerca e il vantaggio di una posizione geoeconomica nel cuore del Mediterraneo. È in questo contesto che la Zona Economica Speciale può giocare un ruolo potente per attrarre nuovi investitori”.
La seconda sessione ha offerto uno sguardo più approfondito sulle implicazioni pratiche degli strumenti di investimento e sono stati illustrati gli aspetti tecnici della tassazione internazionale per chi investe dall’estero. Si è battuto sul tasto che gli incentivi governativi “rendono l’Italia una destinazione d’eccellenza”.
L’evento è stato organizzato dall’Ambasciata in collaborazione con ICE-Agenzia Londra, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e banca Intesa Sanpaolo.

