Tra settembre 2024 e settembre 2025 c’è stato in UK un calo del 3% nelle vendite di vini e le prospettive non sono buonissime: da qui l’urgenza di promuovere al più possibile le importazioni vinicole dall’Italia. Compito dell’ICE, che lo scorso 21 gennaio 2026 ha organizzato a Londra La Borsa Vini Italiani Regno Unito 2026, un appuntamento annuale per la “business community” locale giunto alla sua decima edizione.
Quarantadue aziende provenienti dalle diverse regioni italiane hanno partecipato all’evento che ha avuto il suo clou in una Masterclass per i buyers britannici intitolata “The Lightness Revolution: Italian Reds Redefined” From heavy oak to lifted perfume — exploring how Italian reds have become more transparent, food-friendly, and globally relevant” e presentata dal “Master of Wine” Peter McCombie.
La manifestazione allo “IET London: Savoy Place” ha permesso lo svolgersi di incontri B2B tra gli operatori invitati e le aziende italiane partecipanti. I produttori italiani hanno avuto a disposizione un tavolo/postazione attrezzata (con bicchieri, ice-bucket, ecc.) per far degustare i propri vini e dialogare con la controparte britannica. Ad assicurare la loro presenza sono stati oltre 200 operatori specializzati appartenenti a tutte le categorie del settore: importatori, grossisti, rappresentanti HORECA e GDO, giornalisti, provenienti da Regno Unito e Repubblica d’Irlanda.
Nonostante il rallentamento generale del mercato vinicolo nel Regno Unito, i dati relativi alle importazioni confermano il ruolo centrale dell’Italia tra i principali fornitori di vino nel Paese. In particolare, nel 2025 l’Italia si distingue come primo esportatore in termini di quantità (oltre un miliardo di litri), superando tutti gli altri Paesi. Anche dal punto di vista del valore economico, l’Italia mantiene una posizione di rilievo, seconda solo alla Francia, con una crescita costante negli ultimi quattro anni.
Sul perché’ dalla diminuzione di consumo di alcol in UK nella prima metà del 2025 pesano vari fattori derivanti dalle condizioni dell’economia del paese. Il rialzo del tasso di inflazione, l’aumento dei contributi da versare per l’assicurazione nazionale introdotti nel mese di aprile e l’impatto dei tassi doganali hanno indotto una forte pressione sul settore.

