Renzo Piano è tra i sei finalisti di “Project Domani”, il progetto per la costruzione di una nuova grandiosa ala della National Gallery che si prospetta come la più importante trasformazione del museo londinese dalla sua fondazione duecento anni fa. L’ampliamento permetterà all’istituzione di allargare lo spazio dazione proponendo anche dipinti del ventesimo e ventunesimo secolo in collaborazione con la Tate Gallery.
“Con le celebrazioni del Bicentenario ormai concluse, la National Gallery – ha sottolineato il direttore del museo londinese, l’italiano Gabriele Finaldi – guarda al futuro. Vogliamo essere il luogo in cui il pubblico del Regno Unito e i visitatori di tutto il mondo possano ammirare la più bella collezione di dipinti al mondo, dal Medioevo ai nostri giorni, in una cornice architettonica superba. Siamo estremamente entusiasti di questi sviluppi e siamo immensamente grati ai nostri donatori per il loro sostegno, senza precedenti, mentre la National Gallery entra nel suo terzo secolo di vita”.
Per la costruzione della nuova ala il museo che ospita la migliore collezione mondiale di pittura occidentale dal tredicesimo al diciannovesimo secolo può già contare su donazioni per 375 milioni di sterline ma avrà bisogno almeno di un’altra somma analoga se vuole portare in porto il progetto comprando sul mercato dell’arte capolavori significativi della pittura occidentale del ventesimo e ventunesimo secolo.
Il progetto e’ stato annunciato lo scorso settembre in contemporanea con il lancio di un concorso internazionale di architettura e ai primi di dicembre è uscita la rosa di sei finalisti (su un totale di 65 concorrenti): oltre al genovese Piano sono stati selezionati Norman Foster, Farshid Moussavi Architecture, Kengo Kuma and Associates, Selldorf Architects e Studio Seilern Architects. Il prossimo aprile si saprà chi dei magnifici 6 avrà l’onore e l’onere di realizzare l’ala.
“Vogliamo che l’arte – ha dichiarato la Ministra alla Cultura Lisa Nandy – sia accessibile a tutti e la filantropia è fondamentale per raggiungere questa missione. La nuova ala della National Gallery aprirà le porte all’arte di livello mondiale a milioni di persone, in patria e all’estero. Desidero ringraziare i generosi donatori che contribuiranno a trasformare la National Gallery, consolidandone la posizione come una delle istituzioni più amate e visitate, che ispirerà le persone per generazioni.”
L’ambizione e’ dunque di sviluppare ulteriormente il museo “a beneficio di un pubblico più vasto e diversificato”, il che richiede “uno spazio che non solo conservi ed esponga le opere d’arte, ma che esalti anche l’esperienza del visitatore”. La nuova ala sarà costruita sul sito dell’ultima parte rimasta dell’attuale campus della National Gallery: St Vincent House. La proprietà è stata acquisita quasi 30 anni fa allo scopo di ampliare gli spazi del museo e attualmente ospita un hotel e un complesso di uffici.
Project Domani dovrebbe rivitalizzare tutta l’area tra Leicester Square e Trafalgar Square sfruttando a pieno “gli straordinari progressi compiuti negli ultimi decenni in termini di tecniche costruttive e sostenibilità”.
La storia della pittura – mette in risalto la National Gallery in una nota – “è un continuum: riflette il modo in cui gli artisti e le società in cui hanno vissuto hanno reagito al mito e alla religione, alla storia e agli eventi contemporanei, al paesaggio e alla forma umana, e alla tradizione dell’arte stessa. Ecco perché è necessario che la National Gallery continui a evolvere e ad ampliare la storia che racconta. Sarà l’unico luogo al mondo a presentare la storia della pittura occidentale in modo completo e dinamico, dove la bellezza e la drammaticità di dipinti straordinari vengono presentate sullo sfondo senza tempo e duraturo di una grande architettura”.
