
Al Bloomberg Tech London i leader della tecnologia europea hanno discusso di come governare l’intelligenza artificiale mantenendo i nostri valori.
Negli ultimi anni la tecnologia è avanzata a un ritmo che ricorda il cambio di stagione in Inghilterra: appena ci abituiamo a una novità, subito ne arriva un’altra. A Londra un importante incontro dedicato alla tecnologia, dove i principali esperti europei del settore si sono riuniti per parlare del futuro digitale del nostro continente.
Al centro della discussione, una domanda fondamentale: come può l’Europa sviluppare la propria autonomia tecnologica, senza dipendere sempre da altri Paesi, e allo stesso tempo garantire che l’innovazione rispetti i nostri valori e la nostra tradizione?
L’evento ha messo in luce otto tendenze che stanno già cambiando il mondo del lavoro e della vita quotidiana. Vediamole insieme, con parole semplici.
1. Dalle aziende “con AI” alle aziende “pensate per l’AI”
Finora molte imprese hanno usato l’intelligenza artificiale (AI) come un semplice aiutante. Ora si sta passando a un modello in cui l’AI diventa parte integrante del lavoro quotidiano, quasi un collega digitale. Proprio come quando in casa si passa da un vecchio telefono con filo a uno smartphone: non si aggiungono solo funzioni, cambia l’intero modo di muoversi e organizzarsi.
2. Non basta la tecnologia: servono persone pronte al cambiamento
Per usare bene l’AI non basta acquistare computer potenti o programmi all’avanguardia. Serve anche preparare le persone, cambiare la mentalità aziendale e avere una visione chiara del futuro. È come imparare a guidare: non basta avere un’auto nuova, bisogna conoscere le regole della strada e fare pratica. Una cosa è certa. Le aziende che investono nella formazione dei propri dipendenti avranno un vantaggio importante sui concorrenti.
3. La sicurezza deve andare di pari passo alla tecnologia
Quando si mette in funzione qualcosa di importante, come un impianto elettrico, la sicurezza deve essere pensata sin dall’inizio. Vale lo stesso per l’AI: per usare questi strumenti senza rischi, servono dati affidabili e infrastrutture protette. Solo così si evita che la velocità delle innovazioni apra porte indesiderate.
4. Le truffe digitali restano la minaccia più grande
I criminali informatici stanno usando l’intelligenza artificiale per rendere le loro truffe più convincenti. Pensate alle email o alle telefonate truffaldine: oggi possono sembrare ancora più autentiche grazie a queste tecnologie. La buona notizia è che anche le difese stanno migliorando, combinando programmi intelligenti con la formazione del personale e rapporti di fiducia con i fornitori. La prudenza e il buon senso restano le nostre migliori armi.
5. L’AI non sostituisce le persone, le affianca
Durante l’evento è stata mostrata una dimostrazione in cui l’AI gestiva con abilità una lamentela di un cliente. Eppure, più della metà dei partecipanti ha ribadito che il contatto umano rimane importante. Come in banca: si può usare lo sportello automatico, ma a volte parlare con una persona fa la differenza.
6. Pagare in base ai risultati, non agli strumenti
Sta prendendo piede un nuovo metodo di pagamento per i servizi tecnologici: invece di acquistare una licenza (cioè un “permesso d’uso”), si paga in base ai risultati ottenuti. È un po’ come compensare un artigiano non per il numero degli utensili usati, ma per la qualità del lavoro finale.
7. L’AI accelera la ricerca farmaceutica
Nel settore farmaceutico, l’intelligenza artificiale sta accelerando notevolmente i tempi di sviluppo dei nuovi medicinali. Aiuta i ricercatori a progettare meglio gli studi clinici e a ridurre gli anni necessari per portare un farmaco dal laboratorio alla farmacia. Questo significa che cure innovative potrebbero arrivare prima ai pazienti che ne hanno bisogno.
8. La robotica europea entra nei luoghi di lavoro
L’Europa sta sviluppando robot umanoidi avanzati. Tra questi c’è Robee, un robot italiano capace di imparare dall’esperienza e adattarsi alle esigenze dei lavoratori. Possiamo immaginarlo come un assistente che osserva, impara e poi supporta chi ne ha bisogno, rendendo l’ambiente di lavoro più comodo e personalizzato.
In conclusione, il messaggio emerso dall’incontro di Londra è stato chiaro: l’Europa vuole percorrere una strada propria nel mondo della tecnologia. Una strada che bilanci l’innovazione rapida con regole responsabili, che protegga i diritti dei cittadini e che metta la tecnologia al servizio delle persone, non il contrario.
In un’epoca in cui il progresso tecnologico corre più veloce che mai, il nostro continente sceglie di non rincorrere ciecamente ogni novità, ma di costruire un modello che rispecchi i nostri valori: rispetto della privacy, attenzione all’ambiente, tutela dei lavoratori e del bene comune. Speriamo bene…
