Che cosa significa in termini di identità e radicamento essere una scrittrice di origine italiana in Scozia? Di questo tema si è parlato lo scorso 25 novembre all’Istituto italiano di Cultura si Edimburgo durante un dialogo inedito tra quattro voci femminili di spicco della comunità italo-scozzese con all’attivo la pubblicazione di parecchi libri: Mary Contini, Hilda De Felice, Ann-Marie di Mambro e Anne Pia.
Quattro autrici, un palcoscenico, un racconto di migrazione: l’evento “Am I really home? A Journey through the literary voices of Italian-Scottish women” ha permesso di dar voce alla complessa geografia umana dell’emigrazione italiana utilizzando le armi della letteratura, della ricerca accademica e delle performing arts.
L’iniziativa si è articolata in due incontri: il primo moderato da Peter Mackay e il secondo da Cecilia Brioni. Entrambi hanno preso le mosse dalla ricerca della Prof.ssa Manuela D’Amore dell’Università di Catania, “Literary Voices of the Italian Diaspora in Britain: Time, Transnational Identities and Hybridity”, che indaga sull’esperienza migratoria andando al di la’ di stereotipi e narrazioni convenzionali.
I due appuntamenti hanno raccolto circa 200 partecipanti e intrecciato poesia, storytelling, prosa e danza, offrendo un’esperienza capace di raccontare la diaspora attraverso linguaggi diversi ma complementari.
“La scrittura delle autrici italo-scozzesi, segnata da un passato duro e spesso indicibile, si distingue – spiega la Prof.ssa D’Amore – per la volontà di raccontare con sincerità le proprie origini, evitando ogni romanticizzazione e offrendo immagini vivide delle “vite estreme” delle loro famiglie. La parola scritta diventa così un ponte tra comunità, dove il cibo regionale italiano celebra al tempo stesso le radici e l’apertura della Scozia come terra di nuove opportunità”.
L’evento ha avuto il supporto del Consolato Generale d’Italia a Edimburgo, dello Scottish Storytelling Centre e del Comites Scozia e Irlanda del Nord.
“La ricerca accademica della Prof.ssa D’Amore – commenta Giusy Arzillo, presidente del Comites – ha reso possibile riunire, per la prima volta sullo stesso palco, quattro affermate autrici italo-scozzesi, offrendo un prezioso supporto scientifico ai loro racconti di emigrazione, integrazione e identità. La grande partecipazione del pubblico conferma l’urgenza di affrontare questi temi e la loro rilevanza per l’intera comunità italiana all’estero”.
