La Estorick Collection apre il 2026 con la prima mostra personale nel Regno Unito dedicata ad Alessandro Mendini (1931–2019), uno dei designer e architetti più creativi e influenti dell’Italia del dopoguerra. Presentando circa 50 importanti opere – dai mobili e disegni ai dipinti, tappeti e oggetti di design – la “solo exhibition” in calendario dal 16 gennaio al 10 maggio nel museo londinese – celebra l’approccio giocoso e poetico di Mendini al design nel corso della sua straordinaria carriera e attraverso le sue iconiche collaborazioni con aziende quali Alessi e Swatch.
Nato a Milano, Mendini ha lavorato con figure come Robert Venturi ed Ettore Sottsass, oltre ad aver diretto Casabella, Domus e Modo (da lui fondata), diventando una voce centrale del postmodernismo – il suo lavoro è definito dalla sua arguzia ed esuberanza e da un ampio spettro di riferimenti artistici che hanno plasmato il suo approccio unico al design.
Una fonte significativa di ispirazione fu il movimento futurista italiano dei primi decenni del XX secolo. Mendini ne condivideva l’ambizione utopica di “ricostruire l’universo” fondendo arte e vita quotidiana. La mostra evidenzia questo legame attraverso due audaci opere in tessuto dedicate all’artista futurista Fortunato Depero, oltre a una serie di “maschere meccaniche” che rendono omaggio a figure quali F. T. Marinetti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini e Antonio Sant’Elia.
La Estorick Collection esplora altri aspetti del rapporto stretto fra il lavoro di Mendini e quello delle avanguardie storiche. Tra i punti salienti figurano un divano Kandissi, ispirato alle composizioni astratte di Kandinsky, e un successivo gruppo di sculture e vasi che richiama le figure simili a manichini presenti nelle opere di Malevič degli anni Trenta. In esposizione ci sarà anche la celebre Poltrona Proust del 1978: un arredo neo-barocco trasformato dal colore puntinista. Tali opere esemplificano il coinvolgimento al tempo stesso rispettoso e irriverente di Mendini con la storia dell’arte – una caratteristica costante del suo lavoro essendo la gioiosa sovversione del dettame modernista “la forma segue la funzione”.
La mostra include anche una serie di creazioni giocose e antropomorfe di Mendini, come i diffusissimi apribottiglie e cavatappi Anna G. e Alessandro M. (commercializzati per la prima volta da Alessi nel 1994), che catturano la sua filosofia del “tratto gli oggetti come se fossero esseri umani; li faccio sorridere.”
Ad accompagnare l’esposizione cun catalogo illustrato, con un saggio del curatore della mostra Alberto Fiz. Realizzata in collaborazione con l’Archivio Alessandro Mendini, gestito dalle due figlie dell’architetto, Elisa e Fulvia.
