Compie 150 anni l’umile e glorioso Libretto Postale, usato da parecchie generazioni di italiani per depositare i (magri) risparmi e farli fruttare (almeno un poco).
Pur essendo in forte concorrenza con una pletora di strumenti finanziari di tutti i tipi e di tutti i gusti, il libretto postale resiste alla grande ed è stato celebrato a Roma lo scorso 30 ottobre per il suo secolo e mezzo di vita da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Poste Italiane alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
E’ stata un’occasione anche per festeggiare i 100 anni dall’istituzione dei Buoni fruttiferi postali, questi ultimi esaltati come “strumenti finanziari garantiti dallo Stato che uniscono modernità, sicurezza e rendimento e sono diventati autentici simboli della fiducia riposta dai cittadini nello Stato e motori di progresso sociale” (maybe…).
La storia inizia nel 1875: il Libretto Postale diventa lo strumento con cui milioni di italiani iniziano a depositare i risparmi in prodotti sicuri, accessibili e garantiti dallo Stato. Le Poste diventano l’alternativa alle banche, soprattutto per i piccoli risparmiatori, grazie a una rete capillare di uffici collocati anche in Comuni in cui l’accesso ai servizi finanziari era più limitato.
Cinquant’anni dopo il debutto dei Libretti nascono i Buoni fruttiferi postali, accolti con grande favore “perché un investimento conveniente e che poteva essere rimborsato in ogni momento”.
La tutela del risparmio postale diventato il legame più significativo tra Cassa Depositi e Prestiti e Poste Italiane. Un intramontabile successo certificato dai numeri: oggi si contano circa 27 milioni di sottoscrittori di Buoni e Libretti postali per un ammontare complessivo che, al 30 giugno 2025, ha raggiunto la bellezza di 320 miliardi di euro.

“Il risparmio postale – ha commentato l’Amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante all’evento celebrativo – è stato il potente motore che in 150 anni ha dato all’Italia la forza e la velocità per trasformarsi da Paese essenzialmente agricolo a potenza industriale Sin da allora si è creato l’indissolubile legame tra Cassa depositi e prestiti e Poste Italiane, un binomio che si è rivelato sinonimo di sviluppo. Il sentimento profondo che unisce l’attitudine al risparmio dei cittadini, le risorse custodite nei prodotti di risparmio postale e gli investimenti che Cassa Depositi e Prestiti compie a beneficio dei territori, rappresentano un vero e proprio “patto sociale” che rimane saldissimo anche dopo un secolo e mezzo di storia”.
“Oggi celebriamo una partnership storica, tra Cassa Depositi e Prestiti e Poste Italiane, tra le istituzioni e i cittadini italiani che negli anni hanno affidato a CDP il proprio risparmio perché fosse salvaguardato, ma anche perché si trasformasse in crescita tangibile per le persone, le comunità, i territori. Queste risorse – ha evidenziato il Presidente di CDP, Giovanni Gorno Tempini – hanno contribuito a costruire, sviluppare e ammodernare le grandi reti infrastrutturali creando basi per il progresso del Paese. È una storia che dimostra che non serve clamore per lasciare un segno profondo. Che il valore del pubblico si costruisce ogni giorno, nella concretezza delle scelte e nel rispetto della fiducia ricevuta”. “Da quasi due secoli il risparmio postale rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo del Paese, grazie alla fiducia di 27 milioni di cittadini che scelgono Buoni e Libretti postali. Cassa Depositi e Prestiti – ha sottolineato sulla stessa falsariga l’Amministratore Delegato di CDP, Dario Scannapieco – impiegano queste risorse con responsabilità, sostenendo investimenti ad alto impatto economico, sociale e ambientale con un approccio che ha come obiettivo primario i benefici generati per la collettività. Questo è il significato più profondo della missione di tutte le donne e gli uomini che lavorano in CDP: trasformare il risparmio in futuro, con
