Tempi davvero bui per la democrazia e non è colpa soltanto dei danni che sta facendo il presidente americano Donald Trump: in Italia tra i giovani c’è voglia di dittatura.
Un sondaggio commissionato dal partitino Azione (quello con a capo l’ex-ministro Carlo Calenda) parla chiaro: tra 18 e 24 anni, la percentuale di italiani favorevole alla “ipotesi di un premier con le mani libere” è intorno al 42%. Tra 25 a 34 anni sale al 52%: la maggioranza.
Agli intervistati è stato chiesto se fossero d’accordo, al fine di “rendere l’Italia più efficiente, giusta e sicura”, di affidare il governo a “una persona autorevole, in grado di operare in autonomia, senza il controllo del Parlamento, e senza necessità di una maggioranza parlamentare, con un mandato fisso di cinque anni”.
Il divario tra le generazioni è lampante: La percentuale degli over 64 favorevoli a questa drastica soluzione scende al 28%.
“Questa – ha allertato Calenda durante una trasmissione in tv – è la strada maestra verso un’autocrazia. Ce ne rendiamo conto? I più anziani lo capiscono. Forse perché noi, qualcuno che ha vissuto l’inganno della dittatura, l’abbiamo conosciuto. Abbiamo incontrato e ascoltato i testimoni diretti nati nella prima metà del Novecento che ci hanno raccontato come i regimi sappiano raccogliere la frustrazione diffusa e alimentare catastrofiche illusioni. Ma noi non siamo stati capaci di spiegarlo ai nostri figli”. A giudizio del leader di Azione si tratta di “un disastro educativo che potrebbe avere conseguenze drammatiche” perché’ “un governo senza controllo parlamentare è un regime e un regime per cinque anni non esiste: chi prova il potere assoluto non lo molla”.
