A differenza della Francia, dove il governo Bayrou è caduto a settembre anche perché’ voleva abolire due festività, in Italia vengono aumentate: il partito della premier Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e un altro partito della maggioranza (Noi Moderati) hanno presentato proposte di legge per ripristinare la festa nazionale del 4 ottobre in onore del patrono d’Italia, San Francesco. E le proposte sono state approvate in via definitiva dal parlamento lo scorso 1° ottobre.
Questa nuova festività, introdotta nel 1958, era stata abolita nel 1977 assieme ad altre cinque (tra cui l’Epifania, promossa di nuovo a festività nel 1985).
Lo spunto per riportare in auge il retrocesso San Francesco è stato l’ottavo centenario della morte del “Poverello di Assisi”, che si celebrerà nel 2026.
Non è chiaro quanto costerà in tutto l’upgrading per il Patrono d’Italia. In Francia il premier Francois Bayrou voleva fare lavorare i connazionali due giorni in più sostenendo che sarebbero stati aggiunti al Prodotto Interno Lordo (il famoso PIL) quattro miliardi di euro in più.
Di sicuro in quanto a festività l’Italia non scherza: ne ha dodici (contro le undici della Francia e le otto del Regno Unito). L’idea però di ridare centralità al santo d’Assisi piace.
“Con il 2 giugno celebriamo la nascita della Repubblica, con il 25 aprile celebriamo la libertà riconquistata, con il 1° maggio celebriamo il lavoro e con il 4 ottobre celebreremo la pace, la fraternità, la solidarietà, la custodia del creato”, ha sottolineato la deputata di Fratelli d’Italia Elisabetta Gardini quando alla Camera ha illustrato la proposta di legge. “Dare a quella data la piena dignità di festa nazionale, al pari del 2 giugno, del 25 aprile e del 1° maggio non è – ha proseguito – un gesto formale. Si tratta di riconoscere che i valori incarnati da San Francesco, la pace, la fraternità, la solidarietà, la cura degli ultimi, il rispetto per la natura sono oggi più che mai necessari e sono valori che parlano a tutti, credenti e non credenti”.
La festività di San Francesco – morto l 3 ottobre 1226 ad Assisi – sarà ripristinata a partire dal 2026. quando il 4 ottobre cadrà di domenica e quindi per vederla all’opera bisognerà aspettare il 2027.
La nuova festività non dovrebbe ad ogni modo costare miliardi perché il progetto di legge approvato prevede parecchi paletti e indica che “le celebrazioni restano possibili, ma non obbligatorie” in modo da limitarne gli oneri a carico delle amministrazioni pubbliche.
