Un ragazzo italiano di 17 anni ha ricevuto un importante premio dal National History Museum di Londra per una fotografia dove ha cercato di raccontare “il rapporto problematico tra fauna e uomo” e dove sivede un coleottero della specie Morimus Asper su un tronco d’albero e sullo sfondo, sfuocata, una grande macchina taglialegna.
Andrea Domizi vive a Velletri in provincia di Roma, frequenta la quarta scientifico e ha trionfiato al concorso Wildlife Photographer of the Year nella nella categoria riservata ai giovani da 15 a 17 anni.
Per il concorso, giunto alla 61esima edizione e incentrato sulla fotografia naturalistica, il museo britannico ha ricevuto quest’anno la bellezza di 60.636 in arrivo da 113 Paesi e una giuria di esperti ne ha selezionato le cento giudicate piu’ significative.
“La foto racconta la storia e le difficoltà vissute da molte specie animali: la perdita di habitat. In questo caso, c’è un coleottero che sta perdendo gli alberi e il legno che gli servono per deporre le uova”, ha spiegato Andrea che ha intitolato “After the Destruction” la sua immagine, scattata sui Monti Lepini nel Lazio ed esposta per un mese a partire dal 17 ottobre al National History Museum.
Un gioco di prospettive rende l’animaletto grande quanto il macchinario sullo sfondo, un modo per segnalare l’importanza di questo insetto nell’ecosistema complessivo.
“Fotografo – ha precisato Andrea in un’intervista al Corriere della Sera – con una Nikon D7100 che mi è stata comprata dai genitori, prima utilizzavo una compatta di famiglia. Mi sto specializzando in macro di insetti e piante e ho imparato queste tecniche guardando i tutorial sui social. Poi ho chiesto consiglio ad alcuni esperti che ora sono diventati amici”.
“La fotografia ha dato autorità al coleottero e fa quello che uno scatto incisivo dovrebbe fare: aumentare il nostro modo di comprendere la realtà”, ha puntualizzato la biologa marina Jennifer Hayes, membro della giuria. “Captare le storie sottostanti si impara solo con il tempo. Qui invece abbiamo un ragazzo di 17 anni che è stato capace di raccontare una storia con un singolo scatto”, ha detto dal canto suo la photo editor Kathy Moran, che era a capo della giuria del concorso.
