Il Regno Unito ha eretto una prima barriera con l’Unione Europea lo scorso 2 aprile quando ha introdotto l’UK ETA, una specie di visto da comprare online (preferiscono chiamarlo “autorizzazione elettronica di viaggio”). Adesso è la volta dell’Europa: arriva l’EES (Entry/Exit System) e poi in un secondo tempo entro la fine dell’anno prossimo si aggiungerà l’ETIAS (European Travel Information and Authorisation System) e la muraglia sarà finita.
L’EES, introdotto gradualmente a partire dal 12 ottobre 2025 con la prospettiva di farlo entrare a pieno regime il 10 aprile 2026, obbliga i viaggiatori britannici (come ovviamente moltissimi altri stranieri extra-UE) a fornire le impronte digitali e una foto quando entrano in Europa (nella cosiddetta zona Shengen che comprende oltre ai Paesi Ue Svizzera, Islanda, Norvegia e Liechtenstein). Non costa niente ma non è altro che il preludio all’ETIAS, il visto vero e proprio da chiedere in anticipo online sulla falsariga dell’UK ETA.
Le impronte e la foto saranno prese all’arrivo (ovviamente la prima volta, il sistema le conserverà per ulteriori ingressi in UE) e l’Italia ha incominciato a introdurre la novità già da metà ottobre in tre aeroporti (Malpensa e Linate a Milano e Fiumicino a Roma) e in due porti (Genova e Civitavecchia).
L’ETIAS dovrebbe essere invece operativo verso la fine del 2026. Costerà 20 euro per gli adulti dai 18 ai 70 anni mentre sarà gratis per chi è fuori da quella fascia d’età. Avrà una validità di tre anni, dando diritto a molteplici viaggi (ognuno di durata inferiore a 90 giorni).
Ovviamente queste nuove barriere (che richiedono un po’ di tempo perché’ riguardano i 29 Paesi) non riguardano chi in possesso di un passaporto UE ma soltanto chi si presenta ai controlli di frontiera con il passaporto britannico.
Il sistema registrerà anche le date di ingresso e uscita nell’area UE in modo da poter identificare eventuali violazioni (ad esempio il fatto che con passaporto UKJ si può stare in Europa un massimo di 90 giorni su 180).
Viene strombazzato dalle autorità come un passo avanti per molteplici motivi: “Modernizza la gestione delle frontiere””, “rende i controlli di frontiera più efficienti”, “combatte efficacemente le frodi d’identità raccogliendo dati biometrici”, “riduce gradualmente i tempi di attesa nelle code per il controllo passaporti“, “migliora la sicurezza all’interno dell’UE”. “contribuisce a combattere il terrorismo e la criminalità organizzata grave fungendo da strumento di verifica dell’identità”.
Altra cruciale novità: “sostituisce l’obbligo di apposizione del timbro sul passaporto (salvo eccezioni)”. Che volete di più?
