Meno male che Donald c’è: chi si era accorto, prima del presidente americano Trump, che il sindaco di Londra manovra per soppiantare la giustizia british e sostituirla con la Sharia, e cioè la legge islamica?
Tra le tante farneticazioni ascoltate lo scorso 23 settembre durante il discorso di Trump all’Assemblea Generale dell’Onu a New York una delle più pittoresche è stata senz’altro la requisitoria contro Sadiq Khan, sindaco della metropoli britannica dal 2016.
“Guardo Londra, dove c’è un sindaco terribile – terribile, terribile – e la situazione è cambiata così tanto, così tanto. Ora vogliono adottare la sharia”, ha tuonato il capo della Casa Bianca che non è stato tenero nemmeno con il governo laborista di Sua Maestà con a capo Keir Starmer, colpevole – a suo giudizio – di non sfruttare a fondo i giacimenti petroliferi del Mare del Nord, di credere alla “frottola” del cambiamento climatico e di non fare abbastanza in risposta all’immigrazione degli “illegal aliens”..
“Spero che il primo ministro mi ascolti, perché gliel’ho detto per tre giorni di fila, è tutto quello che ha sentito. Petrolio del Mare del Nord, petrolio del Mare del Nord. Voglio smetterla di vederli rovinare quella splendida campagna scozzese e inglese con mulini a vento e enormi pannelli solari”, ha incalzato Trump all’Onu, a riprova che la pomposa visita di stato di Trump in Uk a metà settembre – con il presidente Usa trattato come una specie di Dio in terra – ha lasciato il tempo che trova.
A quanto sembra, l’insinuazione che il laborista moderato Khan – di origine pakistana e di religione musulamana – voglia introdurre la legge islamica nella metropoli britannica ha incominciato a circolare in siti dell’estrema destra a partire dal 2022.
Sulle prime il primo cittadino di Londra ha fatto sapere che non voleva degnare Trump di una risposta ma poi gli ha risposto per le rime dandogli del “razzista, sessista, misogino e islamofobo”.
Va detto che tra i due c’è cattivo sangue dal 2015, quando Sadik Khan criticò pesantemente Trump che come candidato repubblicano alla presidenza aveva proposto di non fare più entrare nemmeno un musulmano negli Stati Uniti. Da allora il battibecco è continuato ma fino al 23 settembre scorso non era mai echeggiato dentro il Palazzo di vetro dell’Onu a new York.
Il premier Starmer si è ad ogni modo ben guardato dal prendere le difese del sindaco, a detta del quale se davvero la relazione tra i due Paesi è “speciale” come si ripete a piè sospinto la Gran Bretagna dovrebbe avere il coraggio di dire agli Stati Uniti quando sbagliano.
