La birra, dopo l’acqua, è tra le bevande più consumate al mondo e non solo d’estate, quando le sue proprietà dissetanti sono particolarmente apprezzate.
Si tratta in fondo di una bevanda molto semplice, costituita essenzialmente da acqua, un cereale—tipicamente orzo—soggetto a leggera fermentazione, e un elemento essenziale, il luppolo, una pianta aromatica capace di dare quell’inconfondibile punta di amarognolo, senza la quale la birra non sarebbe birra. Il guaio — grave in epoca di riscaldamento globale — è che il luppolo è una pianta che soffre molto il caldo e tende a rendere meno giusto quando serve di più.
Per fortuna, la salvezza è in vista. Un famoso birrificio giapponese, il Kirin, ha annunciato di aver sviluppato una tecnica per rendere le piantine di luppolo resistenti al caldo eccessivo del clima attraverso un trattamento preliminare al calore alto dei suoi semi. Se funziona a dovere, e pare di sì, allora la birra è—almeno per ora—salva!
