Da domenica 7 settembre la generazione millennial, quella nata tra il 1981 e il 1996, vanta il suo primo santo: un ragazzo italiano, nato a a Londra il 3 maggio 1991 e morto a Monza il 12 ottobre 2006 ad appena 15 anni in seguito ad una leucemia fulminante. Carlo Acutis è stato canonizzato con tutti i crismi durante una solenne cerimonia officiata da papa Leone XIV nella affollatissima Piazza San Pietro.
Per lui, fin da piccolo impregnato di una fortissima fede religiosa tanto da chiamare il sacramento della comunione “la mia autostrada per il Cielo”, le porte verso la santità si erano aperte nel maggio dell’anno scorso quando papa Francesco gli aveva ufficialmente attribuito un secondo miracolo e aveva quindi avviato le pratiche per la definitiva canonizzazione.
Carlo Acuits era nato nella metropoli britannica dove il padre Andrea aveva trasferito temporaneamente la famiglia per il suo lavoro alla banca d’affari Lazard Brothers ed era stato portato in Italia quando aveva quattro mesi. Dopo le elementari e le medie a Milano dalle Suore Marcelline si era poi iscritto ad un liceo gestito da gesuiti frequentando assiduamente la parrocchia di Santa Maria Segreta.
Appassionato di informatica, convinto che internet sia un potenziale “veicolo di evangelizzazione e di catechesi” (non a caso i media gli hanno già affibbiato la nomea di Protettore del Web), il neo-santo aveva 14 anni quando’ organizzò una mostra online sui miracoli eucaristici che ha avuto un successo mondiale ed è stata presentata in oltre diecimila parrocchie.
Colpito da un male che lo ha portato alla tomba nel giro di pochi giorni, Carlo disse di voler offrire le sue sofferenze al Papa e alla Chiesa e – come promesso – apparve poi in sogno alla mamma Antonia anticipandole la nascita di altri figli (e così avvenne).
Su spinta della diocesi di Milano il processo di beatificazione è stato aperto nel 2013 mentre lettere e richieste di preghiera arrivavano da tutto il mondo ai genitori Andrea e Antonia.
Prima di morire già in odore di santità Carlo aveva chiesto di essere sepolto ad Assisi e in effetti dall’aprile del 2019 i suoi resti riposano al Santuario della Spogliazione, dentro un monumento funebre bianco dove lo si vede in jeans e con le scarpe da ginnastica mentre la reliquia del cuore si trova nella Cattedrale di San Rufino, sempre ad Assisi, in un altare a lui dedicato.
Domenica 7 settembre, nel corso della stessa cerimonia, presente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Leone XIV ha nominato santo anche Pier Giorgio Frassati, morto nel 1925 all’età di 24 anni, per il suo impegno sociale.
Per entrambi il pontefice ha pronunciato, in latino, la tradizionale formula di canonizzazione: “Dichiariamo e definiamo Santi i Beati Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis e li iscriviamo nell’Albo dei Santi, stabilendo che in tutta la Chiesa essi siamo devotamente onorati tra i Santi”. È seguito un fragoroso applauso.
“Pier Giorgio e Carlo – ha poi detto il capo della Chiesa Cattolica – hanno vissuto questo amore per Gesù Cristo soprattutto nell’Eucaristia ma anche nei poveri, nei fratelli e nelle sorelle …Il rischio più grande della vita è quello di sprecarla al di fuori del progetto di Dio. I santi Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis sono un invito rivolto a tutti noi, soprattutto ai giovani, a non sciupare la vita, ma a orientarla verso l’alto e a farne un capolavoro”.
La mamma del primo santo millennial ha assistito molto emozionata alla cerimonia e non ha nascosto la sua soddisfazione: “Sono contenta perché è il coronamento di un iter durato tanti anni, in cui abbiamo ricevuto tante belle sorprese da Carlo. Ogni giorno ci arrivano infatti notizie di miracoli, conversioni. Quindi sicuramente i fedeli saranno tutti contentissimi. Carlo ha fedeli in tutto il mondo: dalla Cina, dal Giappone, dagli Stati Uniti all’America Latina. Sono contenta soprattutto per loro. Credo che Carlo stia toccando tanti cuori, tante vite, con il suo esempio, con la sua fede contagiosa. Carlo serve come ponte, un ponte per arrivare a Gesù”.
