VA FORTISSIMO IN UK
Del meglio del “made in Italy” fa parte a pieno titolo la gioielleria che nella Penisola sa coniugare tradizione artigianale, innovazione tecnologica e sostenibilità e che proprio in UK vanta il suo principale mercato in Europa, con un valore di oltre 5 miliardi di euro. Da qui l’iniziativa dell’Ambasciata d’Italia a Londra che al successo di quest’arte raffinata ha dedicato lo scorso 2 ottobre un luccicante evento.
Organizzato in collaborazione con Agenzia ICE e Confindustria Federorafi, l’evento – Italian Jewellery: Crafting Beauty Through Innovation and Heritage – è stato arricchito da una mostra d’eccezione allestita nei saloni dell’Ambasciata per presentare i capolavori di dieci marchi italiani: Crivelli, D’Orica, Fope, Fratelli Bovo, Graziella Braccialini, Karizia, Peruffo, Progold, Unoaerre e Co.Ro. Jewels. Un’esposizione esclusiva, aperta solo per la serata, e un’occasione unica di ammirare in un’unica cornice il meglio della creatività e della raffinata competenza italiana.
“Ospitare a Londra questo evento significa non solo celebrare l’eccellenza delle nostre imprese orafe, ma anche rafforzare il dialogo con un mercato di straordinaria importanza come quello britannico. È un’occasione per mostrare come bellezza, sostenibilità e innovazione siano valori condivisi e radicati nel saper fare italiano”, ha dichiarato il Vice Capo Missione, Riccardo Smimmo.
Dopo un intervento del Direttore ICE Londra Giovanni Sacchi la serata – moderata da Sennait Ghebreab (Istituto Marangoni e Vogue Italia) – ha visto la partecipazione di importanti realtà del settore: Maria Cristina Squarcialupi (UNOAERRE e CHIMET), Damiano Zito (PROGOLD), Enrico Peruffo (Fratelli Bovo), Claudia Piaserico (FOPE) e Alessia Crivelli (Crivelli). Il dibattito ha toccato vari temi: la circolarità dei materiali, la ricerca tecnologica, il valore delle produzioni conto terzi e l’equilibrio tra artigianalità e innovazione.
Nel corso di un panel le fondatrici di Co.Ro. Jewels, Giulia Giannini e Costanza De Cecco, hanno raccontato la loro esperienza di imprenditoria femminile e la capacità di trasformare l’architettura in gioielli contemporanei.
