IA ovvero come barare a scuola: in Italia la maggioranza degli studenti, per l’esattezza il 59%, si è fatto dare qualche aiutino dall’Intelligenza Artificiale per i compiti delle vacanze.
Il dato si ricava sommando il trend nelle scuole medie inferiori (dove il ricorso all’IA è stato del 45%) e quello nelle superiori (dove si sale al 63%) ed è frutto di un sondaggio effettuato dal portale Skuola.net e condotto intervistando un campione di mille studenti.
Si conferma dunque un utilizzo sempre più diffuso di strumenti come ChatGPT e sorelle: il 20% degli studenti ha dichiarato di ricorrere all’IA con una certa frequenza, mentre un 33% l’ha usata sporadicamente. Per fortuna, solo un 6% confessa di aver fatto un uso costante dell’IA per tutti i compiti. Ma resta la lezione di fondo: questa tecnologia è ormai diventata una risorsa quasi imprescindibile per velocizzare le attività scolastiche. E non è finita qui. Perché, ovviamente, all’IA continuano a sommarsi l’immancabile aiuto dei genitori e l’utilizzo di risorse via web.
Cosicché, a conti fatti, i compiti a casa – non solo quelli per le vacanze – molto spesso non rispecchiano il reale impegno degli studenti. Solo un terzo di loro, il 33%, può vantare elaborati originali, frutto esclusivamente del proprio lavoro. Il 9% degli intervistati, invece, ammette di aver prodotto quasi nulla di proprio, con compiti che mancano di autenticità. La maggior parte, il 40%, si colloca a metà strada, avendo prodotto lavori propri solo in parte.
Tutto questo, probabilmente, è il frutto di una percezione distorta dei compiti, visti sempre più come un fastidio piuttosto che come uno strumento utile per l’apprendimento. A contribuire a questa visione, c’è il fatto che a volte in Italia i docenti esagerano con la quantità di compiti assegnati, talvolta aggiungendo nuove attività anche a vacanze in corso.
In effetti solo il 24% degli studenti delle scuole secondarie non ha ricevuto assegnazioni. Tutti gli altri, chi più chi meno, ha dovuto alternare il mare a montagne… di esercizi. Tuttavia, il richiamo dell’estate è stato più forte della paura di un brutto voto. Per questo, ben 6 studenti su 10 ammettono di essere tornati in classe senza aver completato le attività assegnate. Ignorando, se non del tutto almeno in parte, le scadenze. Al contrario, alla resa dei conti, solo 1 su 3 può dire di essere rientrato in aula con la coscienza davvero serena, avendo portato a termine tutte le assegnazioni.
Gli esperti contrati ai compiti per le vacanze mettono in risalto che l’onere dei compiti incide sul riposo estivo, sottraendo tempo prezioso alla famiglia e alla possibilità di distogliere la mente dagli impegni. Non a caso, solo il 30% degli studenti dice convintamente di essere riuscito a staccare completamente la spina dalla scuola durante la lunga pausa estiva.
