Non chiamatelo semplicemente “gelato”. O, almeno, non se siete all’estero. Perché ciò che in Italia consideriamo un’arte – con coni che profumano di panna fresca e frutta di stagione – oltreconfine spesso si trasforma in “ice cream”. Ma attenzione: le due cose non sono affatto identiche.
Il gelato italiano è più denso, meno grasso e viene mantecato più lentamente, inglobando meno aria. Risultato: una consistenza cremosa, vellutata e un gusto intenso, che lascia parlare gli ingredienti. L’ice cream, invece, nasce dalla tradizione anglosassone: più ricco di panna e zuccheri, montato più velocemente, quindi più soffice e voluminoso.
E non è solo una questione di palato: a parità di gusto, tipologia di confezione e peso – soprattutto quando si parla di forniture wholesale – la differenza è evidente. Una vaschetta di gelato “pesa” davvero: meno aria incorporata significa più prodotto effettivo. L’ice cream, al contrario, è più leggero; la stessa vaschetta appare piena, ma contiene in realtà meno sostanza, compensata soltanto dal maggior volume d’aria.
Non è dunque solo una differenza tecnica, ma culturale. In Italia il gelato è un rituale quotidiano, un piacere democratico che si gusta passeggiando. Nei paesi anglosassoni l’ice cream è spesso legato al mondo industriale e confezionato, perfetto davanti a una serie tv o in maxi vaschette da freezer.
Alla fine, chi vince? Dipende dal palato. Ma forse la vera differenza è che il gelato non è solo un dolce: è un simbolo del nostro saper vivere, fatto di gusto e sostanza.
Fabiano Franzoso – Award Winning Head Gelatiere at Cremoloso Gelato
