Scully in dialogo con Morandi e Marinella Senatore
Due stimolanti mostre autunnali per la Estorick Collection che a Londra promuove l’arte moderna italiana: da una parte il “duraturo dialogo” dell’artista irlandese Sean Scully con l’immaginario di Giorgio Morandi, uno dei maggiori esponenti della pittura del Novecento italiano, e dall’altro uno “special display” di opere dell’artista multidisciplinare Marinella Senatore in interazione con i capolavori futuristi del Novecento custoditi nel museo.
Scully, nato a Dublino nel 1945, è presente nella prima mostra (in calendario dall’8 ottobre al 23 novembre) con 20 opere realizzate tra il 1964 e oggi (opere su carta, dipinti e sculture nuove o raramente esposte), affiancate da una dozzina di acqueforti e disegni di Morandi provenienti dalla collezione permanente della Estorick Collection. Così da rendere chiaro come il suo percorso rispecchia quello dello stesso Morandi. Dalla rappresentazione iniziale all’astrazione geometrica, per poi ritornare alla figurazione
Organizzato in collaborazione con il Consolato d’Italia a Londra, lo “special display” di Marinella Senatore in programma dal 15 ottobre al 16 novembre è invece contrappuntato da dipinti di artisti come Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Gino Severini
Nel caso di Scully va detto che l’artista irlandese incontrò per la prima volta l’opera di Morandi da studente, grazie alla collezione della Tate, e sviluppò una reverenza duratura per un dipinto in particolare: Natura morta (1946). “Attraversando i corridoi della Tate Gallery di Londra, alla ricerca di modelli, mi imbattevo costantemente – ricorda – in un tipico piccolo dipinto di Morandi. Sembrava sconvolgere e turbare tutto ciò che gli stava attorno.”
I recipienti cui Morandi tornò incessantemente – vasi, bottiglie, scatole e barattoli disposti in gruppi e file – sono, per Scully, contenitori aperti di significato. “Siamo liberi di goderne e percepirli come faremmo con un dipinto astratto, eppure restano rappresentazioni fedeli e misteriose di oggetti reali”.
L’arte di Scully è spesso strutturata su strisce o blocchi sovrapposti di colore, disposti su assi orizzontali e verticali, definiti da un attento equilibrio tra il monumentale e l’intimo. Al cuore di ciascuna composizione rigorosa si cela un numero quasi infinito di variazioni espressive.
Entrambi gli artisti condividono un profondo interesse per la configurazione di forme piatte e architettoniche nello spazio, per il dramma silenzioso dell’accostamento e della sovrapposizione di una forma all’altra. Pur radicate nel mondo fisico, le loro opere esplorano il potenziale astratto ed espressivo della geometria.
Se da un lato Scully attribuisce primaria importanza alla fisicità dei materiali che impiega, dall’altro la sua opera è guidata dall’idea del miglioramento dell’umanità. Così descrive il lavoro di Morandi: “Non si protende attraverso lo spazio per comunicare potenza visiva, ma ti costringe ad avvicinarti a lui. Siamo noi a fare il cammino. Il dipinto aspetta. Ti lascia – anzi, ti invita – a passargli davanti e a ignorarlo: solo dopo aver visto molti altri dipinti torni a lui, con il tuo dubbio. Morandi incarna la pazienza e la diffidenza della storia.”
Tra i più apprezzati artisti italiani del Novecento, Morandi – morto nel 1964 – ha saputo
cogliere gli effetti della luce e le sottigliezze tonali in uno stile naturalistico e tuttavia le sue composizioni spesso spazialmente ambigue di forme semplici possono essere apprezzate anche come saggi di astrazione. Ha vissuto e lavorato esclusivamente a Bologna e nella campagna circostante. È noto soprattutto per le sue apparentemente semplici nature morte con bottiglie, brocche e vasi.
Nel caso di Marinella Senatore il grosso della mostra è costituito da diverse opere della serie It’s Time to Go Back to the Street, che raffigurano scene di protesta nell’ambiente urbano. Questi disegni collegano epoche diverse, contenendo riferimenti visivi sia alle campagne delle Suffragette durante il periodo edoardiano, sia alle manifestazioni contemporanee a favore della libertà di scelta.
Si è deciso l’accostamento con Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Gino Severini perché’ questi ultimi appartenevano al movimento futurista, anch’esso affascinato da impulsi come rivolta e ribellione.
Obiettivo: “mettere in risalto la capacità di Senatore di fondere tecniche tradizionali con media contemporanei”. Non a caso i suoi disegni, espressivi, grezzi e carichi di immagini simboliche, sono stati presentati insieme a striscioni e vivaci installazioni luminose al neon di carattere celebrativo, contenenti slogan e messaggi positivi tipici del suo lavoro.
