Come attraversare sulle strisce in Italia senza finire sotto una macchina? In un articolo sul traffico a Roma, spesso infernale, il ‘Times’ racconta di un anziano signore che ricorre a questo stratagemma: attraversa sventolando un fazzoletto bianco.
Il quotidiano di Londra, metropoli dove (a differenza della Penisola) si rispettano i pedoni sulle strisce, se non altro perché’ si rischia il ritiro della patente, parla degli automobilisti romani come se fossero (e forse lo sono…) un branco di selvaggi e avverte che stare in strada nella Caput Mundi può essere “un’esperienza terrificante”, in particolare il sabato sera d’estate quando i romani sfrecciano a casa dopo una giornata al mare.
“Qualsiasi automobilista che osi rispettare i limiti di velocità – lamenta il giornale – si ritrova subito con un impaziente automobilista a pochi centimetri dal suo paraurti posteriore, furioso perché non riesce a sorpassare”.
Questo stile di guida ha un suo prezzo: la capitale italiana lo scorso anno ha registrato 13.924 incidenti stradali – 38 al giorno – e 134 morti, molti di più dei 38 di Milano, seconda in classifica.
Altro risultato poco lusinghiero: i servizi di emergenza costano a ogni abitante di Roma 350 euro all’anno e per Eugenio Patane, il responsabile del traffico della città, “l’unico modo per porre fine alla “tragedia” è imporre un limite di velocità di 30 km/h nel centro città” (come gia’ si fa a Londra).
Finché non ci sarà questo limite il “Times” fornisce un breve elenco “di cosa aspettarsi sulle strade di Roma, che siate automobilisti o, Dio non voglia, pedoni”.
Primo, cruciale consiglio: “Non date mai per scontato che un’auto si fermerà se vi avventurate su un attraversamento pedonale” anche perché’ “le strisce sulla strada sono spesso sbiadite e raramente illuminate, quindi l’autista potrebbe non vedervi o potrebbe pensare
di avere una scusa per ignorarvi, motivo per cui un anziano romano conoscente sventola un fazzoletto bianco mentre attraversa”.
Secondo consiglio: “Quando guidate, date per scontato che l’auto davanti
girerà improvvisamente senza indicare la direzione. I romani sembrano considerare
indicare la direzione come dare informazioni sensibili al nemico”.
Terzo consiglio: “se un automobilista esce improvvisamente di fronte a voi da una strada laterale, il trasgressore spesso evita il contatto visivo e guarda dall’altra parte. Il messaggio
è: Non ti ho visto, quindi è tua responsabilità dare la precedenza, non mia”.
Per il parcheggio, se mai si trova, bisogna poi rassegnarsi ad una cosa: “Quando tornate
alla vostra auto, aspettatevi di trovare qualcuno piazzato nel minuscolo spazio
davanti a voi che vi spinge il paraurti anteriore”.
Agli automobilisti romani viene ad ogni modo riconosciuto un merito: “hanno
una consapevolezza molto sviluppata dei veicoli che li circondano. Questo è probabilmente dovuto agli sciami di motorini che ronzano intorno a loro come vespe”.
